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Il patron di Eurochocolate "trascinato" in tribunale per un errore del fornitore

A prendere la decisione del "non luogo a procedere" nei confronti di Eugenio Guarducci il gup Lidia Brutti

“Tutta colpa di un errore del fornitore”. Sono queste le prime parole del patron di Eurochocolate Eugenio Guarducci, dopo che il gup Lidia Brutti ha deciso per il “non luogo a procedere” nei suoi confronti. Una vicenda che nasce per colpa di 4.728 tazze trovate nei magazzini di Eurocholote, situati a Ponte Valleceppi. A rendersi conto che quel contenuto, made Cina, non era proprio regolare la Dogana di Perugia. Rinvenute, infatti, ben 4.728 tazze prive di regolare documento di trasporto, preventivamente sequestrate dalle autorità.

Subito dopo l’episodio era stato proprio Guarducci a difendersi, affermando: “Il grave fatto accaduto ieri sera (28 novembre 2013, ndr.) presso i nostri magazzini ci ha obbligato a incaricare in data odierna i nostri legali a richiedere un immediato incontro con il magistrato assegnatario e a valutare urgentemente gli estremi per una denuncia contro ignoti, in quanto le 4.728 tazze sono state trasportate nel container in oggetto senza il nostro consenso provocando cosi un grave danno economico alla nostra azienda”.

Le famose tazze, appartenenti a un lotto di 30mila pezzi, sono quelle lanciate nella campagna di comunicazione e vendute durante l’edizione di quest’anno. Proprio quelle con la piantina di menta che spopolavano tra i turisti, e non solo, in piazza IV Novembre.

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