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Meriti artistici e il salvataggio della Necropoli del Palazzone: Etrusco d'Oro a Franco Venanti

Filippo Timi, Enrico Vaime, Brunello Cucinelli, Brunangelo Falini, Serse Cosmi, il Cardinale Bassetti, Leonardo Cenci… e poi Franco Venanti, il maggior esponente della pittura neofigurazionale. Ma anche scrittore, persona impegnata nel sociale, presidente del Circolo Bonazzi, che creò con Gerardo Dottori… e tanto altro, sconosciuto e da raccontare.

Ma, soprattutto, un perugino doc che ha saputo esprimere e interpretare come pochi lo spirito salace, ruvido, ma anche tenerissimo, della Vetusta. Erano in tanti a festeggiare il conferimento dell’Etrusco d’Oro al pittore col Borsalino. “Mai premio fu più intimamente connesso all’identità storica del territorio”, dice la poetessa ponteggiana Nuvoletta Giugliarelli, dando lettura di un cartiglio, scritto di suo pugno, in cui ripercorre le tappe di un’antica amicizia con Franco. E Valentina Antonelli chiede di raccontare la scoperta della Necropoli del Palazzone, dovuta a Venanti.

Il quale si lega al mondo degli Etruschi del fiume in un modo inconfutabile. E a non tutti noto. È infatti impossibile misconoscere il ruolo fondamentale che lui e suo fratello Luciano ricoprirono quando esplorarono, nel cuore della notte, tra i latrati dei cani da guardia, lo scempio compiuto dall’impresa che sbancava il terreno per la costruzione della superstrada. Per scoprire che le urnette etrusche e i preziosi reperti venivano fatti a pezzi e utilizzati come massicciata per la nuova strada.

Franco e Luciano non si limitarono a prendere carta e penna per denunciare il misfatto, ma costituirono un comitato, di cui faceva parte il meglio dell’intellettualità perugina (uno tra tanti: Uguccione di Sorbello) e mossero un senatore per bloccare tutto. E ci riuscirono, non senza correre qualche rischio personale. Il frutto di quello che resta è la Necropoli del Palazzone con preziosi reperti, oggi al Museo, sottratti al cinismo degli speculatori. È una pagina di storia da scrivere e da salvare dall’oblio. Come il merito (sempre per Franco e Luciano) di aver “inventato” il Corciano festival: verità storica tenuta sotto traccia o eclissata dal silenzio. Dunque un riconoscimento più che meritato. Tanta gente, amici, soci della pro Ponte a far festa. Tra gli altri, i coniugi Franco e Luciana Chianelli, diversi amministratori di Comune e Regione. Con Venanti che butta giù uno schizzo, una autocaricatura per donarla al presidente Antonello Palmerini il quale la incornicerà per esporla nella sede di Via Tramontani.

Nella consapevolezza che figure come Franco Venanti sono fatte di una pasta che, con le farine attuali, è impossibile ricreare.

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