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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

"Mi devi riassumere o sarà peggio per te", badante sotto processo per estorsione

La donna avrebbe preteso anche denaro per ritirare una querela che aveva presentato per lesioni nei confronti del datore di lavoro

“Chi perde paga, o mi riassumi oppure è peggio per te”. Una donna di 36 anni, difesa dall’avvocato Vittorio Lombardo, è finita davanti al giudice del Tribunale di Perugia con l’accusa di estorsione nei confronti dell’ex datore di lavoro.

Secondo la Procura di Perugia la donna, una rumena assunta come badante della moglie, invalida e non autosufficiente, della persona offesa, “a seguito di un alterco violento (in relazione al quale l’imputata ha presentato una querela per lesioni), con distinte condotte” avrebbe chiesto all’uomo “la consegna di somme di denaro mediante reiterate minacce” e “chiedendogli di assumerla nuovamente” dopo essere stata licenziata.

Secondo l’accusa avrebbe posto in essere “atti idonei e diretti” per far sì che l’uomo le consegnasse “la somma complessiva pari a 5mila euro e a ripristinare il rapporto di lavoro”, conseguendo un “ingiusto profitto”.

Nel capo d’imputazione viene contestato all’imputata di avere, attraverso decine di telefonate, parlato della denuncia per lesioni presentata, dicendo che “la querela sarebbe andata avanti se non le avesse dato i soldi, che si sarebbero rivisti in Tribunale se non l’avesse assunta di nuovo”, prospettando all’uomo che “chi perde ha da pagare abbastanza” e che “avrebbe continuato a chiedergli denaro finché non l’avesse assunta di nuovo”.

Richieste fatte anche “presentandosi presso la sua abitazione” e una volta “dando in escandescenza e danneggiandogli il giardino antistante l’abitazione”.

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