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Violenta insieme al branco una ragazza: rimpatriato a Casablanca

Per evitare che rimanesse in Umbria dopo aver scontato la sua pena, la Questura e la Polizia penitenziaria hanno effettuato a tempo di record tutti gli incartamenti per l'espulsione

Gli agenti dell’ Ufficio Immigrazione hanno concluso le complesse procedure che hanno consentito il rimpatrio di un detenuto marocchino che aveva finito di scontare la sua pena nel carcere di Spoleto. C. M. dell’85, era entrato in Italia nel 2007 con un visto per lavoro subordinato e non aveva mai regolarizzato la sua posizione sul territorio italiano. Nel 2011 è stato arrestato per violenza sessuale di gruppo e lesioni personali ed è stato condannato a una pena di tre anni e sei mesi.

Durante il suo periodo di detenzione è stato trasferito al carcere di Spoleto dove gli agenti dell’Ufficio Immigrazione, con la collaborazione dei colleghi della Polizia Penitenziaria, hanno programmato i provvedimenti da adottare, vista la sua pericolosità, per allontanarlo dal territorio nazionale contestualmente alla sua scarcerazione . 

Pertanto in occasione del suo “fine pena”, erano già state accuratamente pianificate le procedure per il suo rimpatrio: dopo la scarcerazione il trasferimento, con scorta, in Questura presso la Polizia Scientifica per il fotosegnalamento. Subito dopo presso l’ Ufficio Immigrazione la notifica del provvedimento di espulsione; quindi il trasferimento, con scorta, presso il Palazzo di Giustizia per l’ udienza dal Giudice di Pace per la convalida.Al termine la partenza per Bologna, con adeguata scorta, fino all’imbarco per la Partenza per Casablanca ove è giunto in tarda serata.Non potrà rientrare in Italia e negli altri paesi Schengen per 5 anni.

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