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Il blog di Franco Parlavecchio - Il Pd e la Boschi candidata a Bolzano: un minino di serietà, grazie...

Eins, zwei, drei, vier… Ich bin Maria Elena. Vi presento la prima lezione di tedesco della Sottosegretaria Boschi. L’ha detto proprio lei durante la presentazione della candidatura alla Camera dei Deputati nel collegio di Bolzano. Imparerà la lingua tedesca. Perché? E’ proprio necessario? Perché volersi accattivare l’elettorato con promesse così inutili? Quando andrà a Taormina per presentare un’altra sua candidatura, saluterà tutti in dialetto siculo?

Il problema non sta nel fatto che la Boschi sia stata paracadutata in un collegio sicuro, perché non sarebbe la prima volta che si decida di garantire un pezzo del gruppo dirigente, è successo in tutte le elezioni. E dopo l’accordo con il partito di maggioranza storica in Alto Adige, l’SVP Sudtiroler Volkspartei, il partito popolare sudtirolese alleato con il PD, Bolzano è diventato il collegio più sicuro d’Italia.

E pensare che un tempo i collegi certi per il centro sinistra stavano proprio in Umbria; ora i sondaggi dicono che più nulla è scontato e per trovare un luogo sicuro bisogna addirittura emigrare in un posto che d’italiano mantiene solo i confini.

Ma la vera questione sta nella modalità di selezione, nel metodo. Renzi ha scelto tutti i futuri parlamentari nello stesso modo in cui ha sempre fatto Berlusconi e come ha imparato a fare Di Maio che ha nascosto i risultati delle parlamentarie, così privati come fossero un segreto di Stato. C’è solo un problema, se ti chiami Partito Democratico, se il tuo DNA è un altro, se sei nato con l’entusiasmo e la spinta dei circoli, allora forse sarebbe il caso di rispettare ogni tanto anche le loro scelte, se no tanto vale chiuderli tutti e trasformare il PD in un comitato elettorale. A meno che non si voglia impartire una grande lezione a tutti per rialzare il livello generale della classe politica italiana.

Ma non sembra questo il verso, soprattutto quando leggi le liste e ti domandi come mai un personaggio di altissimo profilo come il Ministro Calenda non abbia trovato nessuno spazio per una candidatura.

Io non pretendo che si arrivi al gesto del ministro inglese che si è dimesso solo per essere entrato con due minuti di ritardo in aula per la risposta ad una interrogazione, troppo British, ci mancherebbe… ma rispettare gli impegni con un minimo di serietà, questo lo dobbiamo pretendere, e per farlo ci basterebbe anche solo che i parlamentari parlassero in italiano corretto.

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