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Parcheggio selvaggio e secchioni dell'immondizia: strada di sicurezza inutilizzabile

Tu chiamala, se vuoi, sicurezza. Ma, a quanto pare, la sicurezza è un optional. Se è vero che i mezzi di soccorso che dovessero raggiungere, per un’emergenza, la media Leonardo da Vinci all’Elce si troverebbero la strada sbarrata

Tu chiamala, se vuoi, sicurezza. Ma, a quanto pare, la sicurezza è un optional. Se è vero che i mezzi di soccorso che dovessero raggiungere, per un’emergenza, la media Leonardo da Vinci all’Elce si troverebbero la strada sbarrata.

Un po’ di storia. Qualche  anno fa ci si accorse che la via Bonaparte Valentini non è percorribile per alcuni mezzi di soccorso, come quelli dei Vigili del fuoco. La ragione? Ci sono, in una curva, dei terrazzini che sporgono talmente tanto da impedire il passaggio di mezzi alti.

Dato che in fondo alla via c’è la scuola media Leonardo da Vinci, e le emergenze negative sono sempre dietro l’angolo, il Comune costruì una via di accesso, pianeggiante ed ecologica, con imbocco nella parte alta di via Torelli. Ci fu anche qualche polemica perché fu necessario abbattere alcuni olivi che il Comune, per tacitare la protesta, s’impegnò a spostare di lato (comunque, i piantoni spostati si seccarono). Realizzata la strada, ci si accorse che alcuni maleducati ci parcheggiavano. Furono così montati due pali di ferro, con relativa catena, per impedirvi l’entrata degli abusivi e lasciare libero l’accesso ai mezzi di soccorso, per eventuali necessità.

Ma neanche questo è bastato. Adesso, anziché entrare, alcuni incivili parcheggiano abitualmente le vetture proprio di fronte all’accesso della strada di emergenza. Come se non bastasse, ci si è messa pure la Gesenu che ha piazzato due grossi contenitori per la differenziata proprio all’imbocco della stradina senza nome. Le cose da fare sono almeno due. La prima, di più semplice e definitiva realizzazione, imporre alla Gesenu di spostare altrove i contenitori. In adiacenza c’è un intero campo e non è difficile trovare un’altra e diversa sistemazione.

La seconda – da realizzare con impegno quotidiano – è quella di multare e far portare via dal carro attrezzi le vetture che impediscono l’accesso. È probabile che chi ci casca una volta (spese per multa, carro attrezzi e penalizzazione punti) starà attento a non ripetere l’esperienza. Altrimenti, come talvolta accade, ci si mette a posto (formalmente) con la legge e con la coscienza, si spendono energie e soldi pubblici per realizzare un’infrastruttura essenziale. Che però risulta inutilizzabile per la colpevole negligenza di pochi.

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