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Perugia, quell'immobile (strategico) conteso e il braccio di ferro nella chiesa: è guerra

Parroco e parrocchiani di San Donato all'Elce contro i vertici ecclesiastici

“Vogliono spogliarci dei nostri beni. Preghiamo i santi coniugi Luigi e Zelia Martìn perché ci proteggano in questa difficile e spiacevole controversia”. Lo ripete in tutte le liturgie, dall’altare, don Luca, parroco di San Donato all’Elce. Invitando i fedeli alla preghiera e alla manifestazione di solidarietà coi membri del consiglio parrocchiale, ben decisi a resistere a quella che ritengono una prepotenza. Ma come stanno realmente i fatti? E di cosa hanno timore di essere “spogliati”?

Un po’ di storia. La costruzione della chiesa di San Donato venne completata nel 1955, oltre sessanta anni fa. Accanto alla chiesa fu edificata una struttura comprendente una palestra al pianterreno e una serie di locali ai piani superiori. In queste sale è stata ospitata per decenni la scuola di teologia, si sono svolte catechesi (per bambini, giovani e adulti), preparazione ai sacramenti, iniziative culturali e sociali legate alle attività della parrocchia.

Diversi anni fa, si accorsero che questa struttura non era catastalmente censita. Nessuno si preoccupò: all’epoca era parroco don Nazareno Bartocci, dominus prestigioso, uomo di vaste relazioni in ambiente romano. Si pensi che Giovanni Paolo II, in visita a Perugia, fece fermare la papamobile, davanti a San Donato, proprio per salutarlo. Nessuno, al tempo, avrebbe osato fiatare e tanto meno fare la guerra a monsignor Bartocci. Alla cui morte subentrò nella titolarità della parrocchia don Angelo Marchesi (già avanti con gli anni), che scelse di attenersi al detto “quieta non movere”. Al suo pensionamento, subentrò don Luca Bartoccini, il quale dovette sottoscrivere un mutuo  (decennale) elevatissimo, per finanziare i lavori di somma urgenza da effettuare in chiesa. Ma quella struttura a fianco della chiesa era nel frattempo degradata e risultava inutilizzabile (non viene usata da circa un decennio). 

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