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Elce, quel parco dimenticato e ridotto a deserto: la "crociata" delle famiglie per riprenderselo

Genitori, nonni e adulti in genere, interpretando i desideri e le esigenze dei bambini,  si fanno latori di una pressante richiesta: recuperiamo il parco del Cva dei Rimbocchi

Genitori, nonni e adulti in genere, interpretando i desideri e le esigenze dei bambini,  si fanno latori di una pressante richiesta: recuperiamo il parco del Cva dei Rimbocchi, all’Elce, ormai ridotto all’ecce homo. Uno dei parchi più frequentati della città è, di fatto, deserto, dato che non esistono più attrezzature ludiche e sportive.

Per l’attività sportiva c’era, oltre al campo da calcetto, quello di pallavolo. Ma la rete da gioco è ridotta a brandelli, le reti di protezione della palla tolte, il campo solcato da buche profonde. Insomma: non esiste più. Lo stesso vale per i giochi: smontato il castello e il percorso a ostacoli, tolto lo scivolo e il dondolo a copertone, smontato un buon numero di panchine dove gli adulti sedevano guardando i bambini.

Peccato. Perché  il parco è particolarmente ombroso, data la presenza di platani, pioppi e ippocastani che svettano rigogliosi e si alimentano con le acque del vecchio fosso di San Galigano.

Scrivono gli utenti (che si firmano “Gli amici del parco”) in un volantino massicciamente diffuso: “Il parco disponeva di attrezzature per attività sportive, ludiche e ricreative, che oggi si trovano in uno stato di abbandono e trascuratezza, pertanto non idonee alla frequentazione da parte di minori”. E aggiungono: “La situazione di degrado ha portato negli anni all’assenza di partecipazione da parte di famiglie e anziani”.

Domanda retorica finale: “Vi piacerebbe se i vostri figli e nipoti giocassero in un luogo sicuro e ludico, con giochi nuovi e sicuri? Se sì, facciamoci sentire (noi l’abbiamo già fatto)”.

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