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INVIATO CITTADINO Anziana morì cadendo nel dirupo, strapiombo ancora senza protezioni

Ora la situazione si è ulteriormente deteriorata, ma qui, dietro l’olivo secolare, non sono state messe neanche le transenne per inibire quel passaggio

“Che Dio ci salvi dallo scatafosso!”. È il grido di quanti si avventurano sul marciapiedi di via Torelli, sul versante che guarda via San Galigano. Qui la banchina era inizialmente dotata di una staccionata e di un corrimano in legno, realizzato negli anni Settanta dall’allora Comunità Montana.

Poi, col tempo e col degrado, quella palizzata di protezione è marcita e crollata: così il rischio di cadere si è fatto concreto… e temibile. Infatti il dislivello è di parecchi metri e si andrebbe a finire tra i rovi e gli arbusti. Bene ha fatto il Comune – dopo anni di richieste – a collocarvi due transenne metalliche. Ma i pericoli restano e piuttosto consistenti.

Sta di fatto che, solo qualche metro prima, la “sgreppata” è ancora più insidiosa. Negli anni Ottanta vi furono realizzati una scalinata e un sentiero ecologico per scendere verso san Galigano. Quelle strutture sono sempre state utilizzatissime da quanti si recano, in zona “La Scolastica”, alle due fermate dei bus sottostanti. Ma, soprattutto, da numerosi studenti del liceo scientifico Alessi che si trova a valle.

Ora la palizzata di protezione sulla sinistra è crollata, gli scalini sono distrutti. Eppure (per comodità e forza dell’abitudine) sono numerosissime le persone che ci passano. A loro rischio e pericolo, s’intende. Tanto che un’anziana, qualche tempo fa, ruzzolò nel giardino sottostante e dovette essere imbracata dai pompieri per il recupero, con conseguente ricovero in ospedale. A seguito di quell’evento, il decesso.

Ora la situazione si è ulteriormente deteriorata, ma qui, dietro l’olivo secolare, non sono state messe neanche le transenne per inibire quel passaggio. C’è chi dice che, in quel punto, appartato e pericoloso, di notte si spacci. Tanto per gradire. La notizia è che i titolari di quel terreno si sono dichiarati disponibili – e non da oggi – a cedere gratuitamente al Comune la particella. Ma, ormai da anni, tutto tace. E il pericolo si fa sempre più incombente.

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