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Elce, l'immobile conteso e l'ombra della speculazione milionaria: prove di pacificazione

Parroco e parrocchiani di San Donato all'Elce e Istituto per il sostentamento del clero: prove di pacificazione. Giungono al pettine i nodi di una mancata intesa, o piuttosto di una serie di malintesi, tra il parroco di San Donato don Luca Bartoccini e l'Istituto

Parroco e parrocchiani di San Donato all’Elce e Istituto per il sostentamento del clero: prove di pacificazione. Giungono al pettine i nodi di una mancata intesa, o piuttosto di una serie di malintesi, tra il parroco di San Donato don Luca Bartoccini e l’Istituto. Questioni dovute a una certa rigidità che va corretta: altrimenti è guerra di tutti contro tutti.

Perugia Today ha raccontato in esclusiva come il titolare della parrocchia abbia più volte invitato, dall’altare, a pregare per la salvaguardia del corposo immobile che il compianto monsignor Nazareno Bartocci fece costruire oltre mezzo secolo fa.

Lo stabile era destinato ad attività catechistiche, scuola di teologia, associazionismo sportivo e culturale, Centro per la vita, svolgimento di attività ginnico sportive (grande palestra al pianterreno). Poi il degrado e l’impossibilità di intervenire, causa impegni e mutui contratti per manutenere chiesa e canonica. Oltre che per realizzare una necessaria passerella per disabili. Sta di fatto che quel bene, e lo spiazzo adiacente, sono transitati, ope legis, nella disponibilità dell’Istituto per il sostentamento del clero. Ma c’è chi ha letto questo passaggio dei “benefici” parrocchiali come un’indebita appropriazione o, peggio, uno scippo. Anche se le cose non stanno esattamente così. C’è chi, per legge, ha titolo alla proprietà e chi no.

Ma quei beni sono stati usati per mezzo secolo con l’animus del proprietario dalla parrocchia, attraverso i vari sacerdoti che si sono succeduti: dopo don Nazareno Bartocci, don Angelo Marchesi e ora don Luca Bartoccini. Non si può invocare l’usucapione? Pare di no. Sic stantibus rebus, tutto bloccato: non si va da nessuna parte. Ora il conflitto si protrae da diverso tempo e la buona notizia è che il Consiglio parrocchiale ha cercato una mediazione con l’interlocutore. O, comunque, si sono cercati reciprocamente.

All’inizio della prossima settimana (c’è chi parla di lunedì) rappresentanti della parrocchia e dell’Istituto s’incontreranno per cercare una mediazione. Pare che si sia trovato un personaggio super partes, ma fortemente interessato a scrivere la parola fine sulla disdicevole vicenda che mette gli uni contro gli altri armati.

Certamente si troverà la quadra. Anche perché risulta difficile pensare che si possa scatenare una guerra a suon di carte bollate. Ne va della dignità di entrambe le parti. Vengono così meno le chiacchiere che parlavano di progetti presentati (cosa che a Perugia Today non risulta) per la costruzione di un supermercato con annesso parcheggio.

Così come pare tramontato il proposito di creare una casa di riposo per anziani: opzione che, comunque, non sarebbe stata lontana dalla destinazione d’uso originaria a strutture di carattere sociale. “L’unica soluzione – osserva un alto prelato – è che il parroco rappresenti le proprie esigenze e si cercherà di tenerne conto”. Un “resistente” dichiara invece, fuori di sé: “Si tratta di una speculazione che non lasceremo passare: un business milionario che sventeremo con tutte le nostre forze e denunceremo all’opinione pubblica”. Come sia, pare buon segno che le parti s’incontrino per trattare. Il personaggio super partes, dotato di carisma e competenza, saprà di certo trovare un’accettabile mediazione.

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