Torna a casa ubriaco, pesta a sangue la compagna e picchia la polizia: arrestato

Arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, l’algerino è stato rinchiuso nel carcere di Capanne

Torna a casa ubriaco, pesta a sangue la compagna e picchia la polizia: arrestato. Tutto nella tarda serata di lunedì 3 luglio a Perugia, nel quartiere di Elce. I poliziotti, allertati da una chiamata al 113 che riferiva di forti urla di aiuto che provenivano da un appartamento al sesto piano di un condominio, si sono fiondati sul posto. Le grida della donna arrivavano fino al piano terra.

Gli agenti sono saliti di corsa al sesto piano e la scena che si sono trovati davanti non lasciava spazio a dubbi: un uomo teneva bloccata una donna afferrandola per la gola e, con l’altra mano, la colpiva ripetutamente con schiaffi al volto. Alla vista degli agenti, l’uomo, un algerino di 42 anni, ha cercato di scappare giù per le scale. Un poliziotto ha soccorso la vittima, una donna italiana di 60 anni, un altro ha inseguito e bloccato il tunisino.

Anche una volta fermato, spiega la Questura di Perugia, lo straniero, ubriaco come non ci fosse un domani, ha continuato ad opporre una strenua resistenza, dimenandosi per sottrarsi alla cattura. La donna è stata portata in ospedale, l'uomo in Questura. Ci sono voluti quattro poliziotti per condurlo negli uffici di Pian di Massiano. La signora, sottoposta alle cure del caso, è stata poi dimessa con prognosi di 4 giorni. Stessa sorte per il poliziotto che, in conseguenza della colluttazione, ha riportato lesioni superficiali.

Le forze dell’ordine erano già intervenute in due occasioni l’anno scorso e l’algerino era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia.

La donna ha raccontato ai poliziotti di avere una relazione con lo straniero ormai da due anni e che fin dall’inizio aveva subito gli accessi d’ira del convivente tradottisi a volte in aggressioni verbali ed altre in aggressioni fisiche. Lunedì sera, il 42enne è tornato a casa ubriaco, ha iniziato a insultarla e poi è passato alle mani. Lei ha urlato con tutto il fiato che aveva per chiedere aiuto, sperando che qualcuno chiamasse la polizia.

Gli accertamenti della polizia hanno rilevato a carico dello straniero, oltre ai precedenti per maltrattamenti e violenza, anche precedenti per evasione, reati contro il patrimonio, danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, l’algerino è stato rinchiuso nel carcere di Capanne a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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