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EDITORIALE Quella non pubblicizzata selezione (neanche concorso) per un posto da giornalista precario all'Ospedale di Perugia...

Io, da direttore e da giornalista non mi capacito: devi assumere un giornalista? Fai un concorso pubblico aperto a tutti, lo comunichi in maniera chiara e forte....

Non è un concorso dell'Ospedale di Perugia, ma una semplice "manifestazione di interesse per conferire incarico di lavoro autonomo". In teoria è aperto a tutti i gionalisti d'italia regolarmente iscritti all'albo dei professionisti o dei pubblicisti dell'ordine professionale, ma in pratica - ai fini della valutazione personale degli addetti ai lavori, non essendo un concorso - il criterio preferenziali è "l'esperienza di lavoro con incarichi similari presso Aziende Sanitarie e Ospedaliere, ovvero presso Enti Pubblici e Istituzioni operanti in ambito sanitario". Azzardo, con sufficiente materiale consultato: il criterio preferenziale non è preferenziale è fondamentale. Chi lo dice? Basta scaricare il modulo per la manifestazione di interesse. Prima punto da compilare, dopo nome e cognome e iscrizione all'albo: "di aver prestato servizio presso le seguenti pubbliche amministrazioni in qualità di ……………. dal ……. al…….. con rapporto di lavoro a tempo determinato /indeterminato, a tempo pieno /parziale (indicare  impegno orario)".

Poi molto dopo c'è la richiesta di allegare alla domanda: il curriculum formativo professionale (quello che dovrebbe fare la differenza). E quanti giornalisti in Umbria hanno lavorato con il pubblico impiego? Certamente non molti. E certamente resta fuori una parte di quei nuovi professionisti trentenni. Fuori anche quelli che per scelta degli altri e per libertà propria non hanno mai lavorato o potuto lavorare in gruppi consiliari, staff di sindaci e presidenti, enti carrozzoni e altro. E ribadiamo i pochi candidati giornalisti con tali requisiti non faranno un concorso come per entrare a fare l'infermiere, il tecnico di laboratori, il medico... saranno valutati e poi sarà fatta una scelta sulla base dei criteri stabiliti dall'azienda ospedaliera e curriculum. I 30mila euro lordi per un anno di lavoro, di questi tempi, possono considerarsi buoni per un giornalista alle prese con una crisi di settore senza precedenti.

Ma ancora una volta la macchina pubblica regionale punta sul precariato più puro: contratto di un anno, rinnovabile (senza specificare altro e senza dare possibilità di assunzione a tempo indeterminato). Non c'è vincolo d'orario però... "l’incaricato dovrà assicurare un’adeguata presenza presso la sede dell’Azienda al fine di garantire lo svolgimento continuativo delle attività". Precari e a disposizione in maniera adeguata (che vuol dire?). Infine tra i tanti comunicati inviati alle nostre redazioni per premi, ospiti illustri, grandi successi internazionali, ricerca di personale ai tempi del Covid... come mai non ci è stato inviato un comunicato su questa importante assunzione? Eppure l'Ospedale di Perugia è dotato di un ufficio comunicazione molto prolifico. Se sei un giornalista, magari disoccupato, difficilmente ti viene pensato di andare a vedere i concorsi pubblicati esclusivamente all'azienda ospedaliera di Perugia. Come mai? Comunque, la selezione è stato pubblicata il 18 febbraio e il 4 marzo è stato chiusa.

Io, da direttore e da giornalista non mi capacito: devi assumere un giornalista? Fai un concorso pubblico aperto a tutti, lo comunichi in maniera chiara e forte a livello nazionale, prima gli scritti e poi la selezione orale. (Non ti puoi basare solo su un curriculum e sulla grazia ricevuta, chissà come, di aver lavorato per un breve periodo della vita con il pubblico).  Alla fine assumi il migliore o i migliori a tempo indeterminato anche perchè la comunicazione non dura un anno... o serve sempre o non serve mai ad un nosocomio. Massima trasparenza, zero rotture e rispetto della categoria. Tutto il resto francamente lo trovo ingiusto, formalmente ineceppibile, ma ingiusto e non figlio di questo tempo. E lo scrivo. Perchè questo è il mio mestiere. Perché questa è la mia categoria, che non sarà la migliore, ma merita rispetto. Sono convinto che il direttore generale Marcello Giannico, da poco arrivato a Perugia, in un futuro prossimo saprà correggere il tiro. 

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