Cronaca Assisi

Tinteggia casa con colori "fuorilegge", proprietaria "stangata" dal Comune di Assisi

Il caso davanti al Tribunale amministrativo regionale: per la donna il colore è "lavanda tenue", per l'ente pubblico "viola"

Dipinge la casa con i colori che le piacciono, ma il Comune di Assisi la multa perché non era autorizzata. E anche il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria dice che non poteva farlo.

La donna, residente ad Assisi e difesa dagli avvocati Leonardo Martinelli e Giancarlo Viti, ha fatto ricorso al Tar contro la decisione del Comune di Assisi, assistito dall’avvocato Tosca Molini, chiedendo l’annullamento del provvedimento con il quale era stata rigettata la domanda di accertamento della compatibilità paesaggistica perché “nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione faceva tinteggiare le due facciate dello stesso di un colore di suo gradimento, che nel ricorso viene indicato come ‘lavanda tenue’ per quanto riguarda i muri e ‘mattone bruciato porpora’ per quanto riguarda le persiane”.

Nel corso del sopralluogo i tecnici del Comune di Assisi avevano rilevato “che i suddetti lavori di tinteggiatura delle facciate (in ‘color viola e persiane color rosso’) erano stati effettuati in assenza di autorizzazione paesaggistica, ricadendo l’immobile in ambito vincolato”.

Per il Comune di Assisi i lavori edili erano stati eseguiti abusivamente e in contrasto con il vincolo imposto per la tinteggiatura, con “la scelta di cromie non finalizzate ad un armonico inserimento nel contesto edilizio ed ambientale del luogo”.

Da qui l’ordine del Comune di “tinteggiare le pareti e le persiane con colori consoni al contesto paesaggistico”.

La proprietaria, invece, ha impugnato la decisione del Comune e si è rivolta al Tar, sostenendo che “l’immobile è collocato e della sua non visibilità dalle principali direttrici stradali”. I giudici amministrativi, però, le hanno dato torto, in quanto la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico e anche la variazione del colore dell’abitazione deve essere approvata dal Comune, così come vuole il regolamento edilizio. E i colori scelti dalla donna non corrispondono a quelli autorizzati.

Così la proprietaria dovrà adeguarsi alla decisione del Comune di Assisi e pagare le spese di lite.

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