E' umbro il magistrato arrestato a Catanzaro per corruzione: "Mazzette, sesso e preziosi per aggiustare le sentenze"

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di Salerno il magistrato sarebbe stata la figura centrale del sistema corruttivo era un insospettabile medico in pensione

E' originario di foligno il magistrato (56 anni) operativo a Catanzaro, Marco Petrini, che è stato arrestato per corruzione, incastrato dalle indagini della Dda di Salerno.

Denaro contante, oggetti preziosi, altri beni e utilità tra le quali anche prestazioni sessuali: è quanto gli indagati nell'inchiesta promettevano e consegnavano al presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro, nonchè presidente della Commissione provinciale tributaria del capoluogo calabrese, in cambio del suo intervento "per ottenere, in processi penali, civili e in cause tributarie - si legge in un comunicato - sentenze o comunque provvedimenti favorevoli a terze persone concorrenti nel reato corruttivo. In taluni casi i provvedimenti favorevoli richiesti al magistrato e da quest'ultimo promessi e/o assicurati erano diretti a vanificare, mediante assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai tribunali del distretto, provvedimenti di misure di prevenzione, già definite in primo grado o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonche' sentenze in cause civili e accertamenti tributari".

Le indagini- Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di Salerno e culminate con l'emissione di un'ordinanza cautelare emessa dal Gip salernitano ed eseguita da personale del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Crotone, dello Scico e di altri reparti delle Fiamme gialle, oltre al magistrato Marco Petrini, figura centrale del sistema corruttivo era un insospettabile medico in pensione ed ex dirigente dell'Azienda sanitaria di Cosenza. Il medico, secondo quanto emerso, "stipendiava" mensilmente il magistrato per garantirsi il suo asservimento e procacciava nuove occasioni di corruzione proponendo a imputati in primo grado o loro parenti, e a privati soccombenti in cause civili, decisioni favorevoli in cambio di denaro, beni o altre utilità. Le attività, documentate attraverso intercettazioni audio e video, hanno portato anche alla luce un'azioni corruttiva riguardante l'ottenimento di un vitalizio da parte di un ex consigliere regionale, condannato nel 2004 a sei anni di reclusione e a interdizione perpetua per reati tra i quali 110 e 416 bis, perciò decaduto dal beneficio, ma anche ad agevolare alcuni candidati impegnati per il superamento del concorso per l'abilitazione alla professione di avvocato.
Il sequestro

Le indagini hanno inoltre accertato, grazie a ricostruzioni bancarie e conversazioni intercettate, la grave situazione finanziaria del magistrato alla base della sua costante necessità di approvvigionarsi di denaro.  Durante una perquisizione in casa del magistrato sono stati sequestrati 7mila euro trovati in una busta.
 

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