Ricatto a luci rosse, duemila euro per liberarsi dell'amante virtuale e altri 1500 per cancellare le prove

Arrestata dalla Polizia una perugina di 45 anni e denunciata la complice di 42 anni. Vittima del ricatto in 55enne sposato. Le donne conosciute in chat

Il ricatto nasce in chat, con frasi a luci rosse e promesse di fantasie erotiche che la moglie è bene non conosca. Per questo duemila euro possono valere il silenzio. Se poi diventano cinquemila scatta la segnalazione alla Polizia e la consapevolezza che è meglio affrontare le ire della consorte.

A fronte delle possibili conseguenze coniugali, ieri pomeriggio la Polizia di Stato ha arrestato una 45enne perugina, che, in concorso con un’altra donna di 42 anni, aveva già estorto la somma di 2.000 euro ad un 55enne ed era sul punto di sottrargli altro denaro.

La vicenda inizia a febbraio, nel canale di chat di incontri. L’uomo sposato conosce la 42enne. Si scambiano dei messaggi in un crescendo di allusioni erotiche, tanto che, una settimana fa, i due decidono di incontrarsi. Senza lo schermo del computer, però, le cose non sono piacevoli, tanto che il 55enne percepisce una sorta di ostilità da parte delle donna. Così decide di andarsene, ma la 42enne presenta il conto: 2.000 euro “per il disturbo”, altrimenti avrebbe trovato il modo di far conoscere alla moglie dell’uomo l’intero contenuto della chat. Spaventato il 55enne decide di pagare, sperando che il tutto finisse lì. Illuso.

Passano pochi giorni e una seconda donna, la 45enne arrestata, contatta l’uomo dicendo che era venuta a conoscenza del “problema” avuto con la 42enne e che essendo quella una persona molto pericolosa era certa che avrebbe mandato le foto e la chat alla moglie, nonostante i 2mila euro pagati. Se, però, l’uomo ne avesse dati 1.500 a lei, avrebbe risolto tutto e il problema non si sarebbe ripresentato. L’uomo fingeva di accettare e si rivolgeva alla Polizia.

Dagli accertamenti della Squadra Mobile emergevano precedenti per truffa e per altri reati contro il patrimonio a carico della 45enne. Così si decideva di organizzare una trappola. Una volta fissato l’appuntamento, i poliziotti organizzavano un appostamento, documentando l’incontro e lo scambio di denaro.

La donna veniva bloccata e condotta in Questura, dove confessava tutto, anche la collaborazione con la 42enne. La prima è stata, quindi, arrestata in flagranza con l’accusa di concorso in estorsione aggravata e continuata, la complice 42enne è stata denunciata a piede libero per il medesimo reato. Il personale della Squadra Mobile ha sequestrato tutti i telefoni cellulari in uso alle due donne, cosa che gli permetterà di verificare se le stesse si siano rese responsabili di altri analoghi episodi e se dunque altri uomini siano in passato caduti nella loro rete.

I 1.500 euro sono stati recuperati e restituiti al 55enne.

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