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"Drone acquatico dell'Arpa usato tre volte e poi smantellato". La Corte dei conti: danno erariale di 200mila euro, 4 nei guai

Secondo le indagini della Guardia di finanza, dopo 3 anni di inutilizzo l'imbarcazione è stata privata della strumentazione e usata come barca normale

Duecentomila euro per un'imbarcazione drone che avrebbe dovuto rilevare lo stato di salute delle acque dell'Umbria. Un investimento importane per l'Agenzia regionale protezione ambientale a cui, secondo gli accertamenti della Guardia di finanza, non sarebbe seguito un adeguato utilizzo. Di più, la barca, della lunghezza di 6 metri, dotata di due motori elettrici indipendenti, di un radar e di una sonda multiparametrica, in grado di eseguire in tempo reale l’analisi clinica dell’acqua, nonché di raccogliere campioni d’acqua mantenendoli refrigerati, nel tempo era stata trasformata in una normale imbarcazione dopo la rimozione di tutta la strumentazione. 

Dal suo acquisto nel 2013, sempre secondo le indagini delle Fiamme gialle del comando provinciale di Perugia, il drone Galileo, questo il suo nome, era stato testato prima e poi impiegato realmente due volte nel gennaio del 2016 prima di essere di fatto messo da parte e quindi trasformato nel 2019. L’attività, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia su delega della Corte dei conti, ha portato ad accertare un supposto danno erariale di 200mila euro e alla segnalazione di 4 persone. 

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