Il "fortino" della droga conquistato con gli agenti sotto copertura e le fototrappole per filmare lo spaccio

L'operazione "Fonti di Veggio" aveva portato all'arresto di 29 persone. Documentate cessioni di droga a quattro studenti minorenni. Solo in due finiscono sotto processo, gli altri hanno patteggiato

Supermarket della droga, fortino dello spaccio, presidio “h24”. Avevano trasformato il parco della Verbanella nel loro regno, iniziavano a spacciare alle 7 di mattina a tossicodipendenti, professionisti e anche studenti di 16 anni. A metere fine a tutto ci aveva pensato la Polizia di Stato di Perugia con l’operazione “Fonti di Veggio”, utilizzando anche agenti infiltrati, fototrappole (come quelle utilizzate per i cacciatori di frodo o chi abbandona rifiuti) e telecamere nascoste tra gli alberi. Alla fine erano finiti in manette in 29 nigeriani (tre avevano ottenuto l’asilo politico, 9 erano in attesa dei documenti, in 12 si erano già visti rifiutare le istanze, mentre 1 era irregolare).

Due degli arrestati, gli unici che non hanno patteggiato, sono finiti davanti al collegio del Tribunale di Perugia per rispondere dell’accusa di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. In aula hanno testimoniato, in forma protetta, gli agenti che avevano agito sotto copertura, ricostruendo le modalità di acquisto, riprese con microcamere installate nel portachiavi o sulle bretelle dello zaino. Acquisto sotto copertura che si era reso necessario dopo che gli spacciatori si erano accorti delle videocamere installate su alcuni alberi e si erano spostati in dei punti del parco dove non potevano essere filmati. Dalle indagini è emerso che il parco era molto ambito per lo spaccio e gli arrestati non volevano cederlo a nessuno: un parco molto grande, dove è impossibile entrare con le auto della polizia e che garantisce tanti nascondigli e vie di fuga. A luglio del 2018 era scattato il blitz della Polizia e lo sgombero del parco.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Gemma Miliani, era partita grazie alle tante segnalazioni alla Questura tramite l’applicazione Youpol e con numerose chiamate al 113, anche da parte del personale del liceo. La vendita di marijuana ed eroina, infatti, aveva coinvolto anche alcuni studenti.

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Gli agenti sotto copertura, una ventina quelli utilizzati provenienti da questure sparse per l’Italia per evitare riconoscimenti, hanno certificato 70 acquisti. Poi è scattato, per la prima volta in Italia, l’arresto differito. Cioè ad operazione conclusa sono state fermate anche persone che avevano spacciato settimane prima. Il monitoraggio era durato due mesi ed erano state riprese anche le cessioni a quattro studenti minorenni. Gli arresti erano stati effettuati a Perugia, Milano e Ravenna.

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