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Corriere della droga "ingaggiato da ignoti", si indaga su un traffico tra l’Umbria e la Puglia

Saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi degli uomini della “S.C.O.” a far luce sul reale volume d’affari del corriere, sui suoi contatti perugini e sulla provenienza della droga

Fermato alla stazione di Fontivegge non ha saputo rispondere alle domande degli agenti. L’uomo, palesemente agitato, ha solo farfugliato qualcosa per poi farsi prendere dal panico. Gli uomini della Questura di Perugia che si trovavano alla stazione per effettuare controlli serrati sul territorio, hanno quindi deciso di accompagnarlo in ospedale per una radiografia, dopo che la perquisizione personale ha dato esito negativo.

Durante la visita è apparso subito palese che l’uomo, nigeriano del 1966 e domiciliato a Taranto, aveva dei corpi estranei nell’ampolla rettale. Espulsi quasi nell’immediato, gli agenti hanno accertato che si trattava di ben nove confezioni termosaldate contenenti 116 grammi di “M.D.M.A.”, pronti per essere immessi al dettaglio sul mercato perugino.

L’uomo, Ibhade Arthur Ogbemunida, questo il suo nome, ha tentato di “salvarsi” mettendo in discussione l’esito dell’esame. Soltanto dopo la loro fisiologica espulsione e dopo le analisi chimiche, il nigeriano ha cambiato improvvisamente atteggiamento ammettendo espressamente di essere un “corriere della droga”. 

Nella circostanza di ieri, 20 febbraio, secondo le dichiarazioni rese dall’uomo, ignoti lo avrebbero ingaggiato per un trasporto di “M.D.M.A.” con un compenso di ben 1000 Euro: compenso al quale il corriere ha dovuto chiaramente rinunciare non essendo il viaggio andato a buon fine. Saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi  degli uomini della “S.C.O.” a far luce sul reale volume d’affari del corriere, sui suoi contatti perugini e sulla provenienza della droga: la via di un collegamento di traffico tra l’Umbria e la Puglia, per adesso, sembra quella più evidente da seguire ed esplorare.

L’operazione, scattata ieri alle 22, è stata portata avanti dalla Squadra Mobile diretta dal dottore Marco Chiacchiaera e dagli agenti della “Prima Sezione Criminalità Organizzata”, diretti dal dottore Piero Corona. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Capanne.

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