Lotta alla droga, Cisl e sindacato di polizia: "Costruiamo un Cie"

I sindacati locali della Cisl e quelli di Polizia propongono un centro di identificazione ed espulsione per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga nella città di Perugia

Un Centro di identificazione ed espulsione (Cie). Sarebbe la risposta della città di Perugia al fenomeno dilagante dello spaccio di droga per le strade del Centro Storico e non solo.

La proposta è stata avanzata nelle scorse settimane dalle locali Cisl e dal sindacato di polizia Siulp, che come annunciato dai rispettivi segretari provinciali, hanno indicato in un consolato tunisino a Perugia e in un Cie le possibili soluzioni al problema della sicurezza nella città di Perugia e dello spaccio della droga.

Il capoluogo umbro è considerato uno dei principali punti di smistamento degli stupefacenti del Centro Italia, inoltre è da anni in vetta alle classifiche nazionali per l'alto numero di morti causate da overdose. Questo scenario ha contribuito allo sviluppo della criminalità organizzata, italiana ed internazionale, in particolare albanese e nigeriana e al tessuto della popolazione ricco di studenti.

Negli ultimi anni la città è stata protagonista di un progressivo spopolamento del centro storico, con la chiusura dei negozi e lo spostamento degli abitanti in periferia, parallelamente con l'aumento degli episodi di microcriminalità e spaccio nell'acropoli, dove è facile reperire dosi di stupefacenti di ogni tipo anche nelle principali piazze.

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In questo clima è nata la proposta del Cie dal sindacato di polizia: "I pusher sono tutti clandestini. L'intento è di cercare di identificarli per cercare di alleggerire i disagi dei cittadini. L'unico modo che noi conosciamo per toglierli è fare un centro, per aspettare che arrivino i documenti e poi rimandarli indietro. I clandestini non colti in flagrante vengono rilasciati subito, o nei casi più gravi, vengono portate in altri Cie"; ha concluso Massimo Pici, segretario Siulp della provincia di Perugia.

 

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