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Droga da SudAmerica e Pakistan nascosta nella palle da cricket: a giudizio sodalizio criminale

Nigeriani ed ecuadoregni avevano messo su un cartello di importazione e vendita di stupefacenti in tutta Italia, con base a Perugia

Droga dall’Ecuador e dal Pakistan a Perugia, nascosta nelle palle da cricket o trasportata da ovulatori. Un un sodalizio criminale in grado di smerciare sulle piazze della droga anche mezzo chilo di sostanze stupefacenti in un mese è finito davanti al giudice per l’udienza preliminare Lidia Brutti.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Vincenzo Bocchiccio, Fabrizio Castelvecchi, Michele Iacomi, Barbara Romoli, Daniele Federici, Antonio Cozza e Andrea Valentini, sei sudamericani e nigeriani, avevano costituito, secondo l’accusa, un sodalizio criminale particolarmente attivo nell'introduzione delle sostanze stupefacenti dall'estero al nostro capoluogo attraverso i corrieri, ovulatori e addirittura, nascosta all'interno di palle da cricket.

L’accordo era basato da una sorta di mutua assistenza: i nigeriani volevano allargare il proprio traffico di droga e gli serviva un rapporto per l'approvvigionamento di cocaina; i sudamericani avevano le conoscenze e le partite di droga.

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Il capo era, secondo gli investigatori, un nigeriano che aveva un negozio etnico a Fontivegge. Nel corso delle perquisizioni l’uomo aveva gettato un bustone con la droga fuori dalla finestra, mentre un’altra partita era nascosta dentro un bidet. Da Perugia la droga era poi spacciata, attraverso i canali nigeriani e gli Africa-shop da Torino a Castel Volturno, ma anche fuori dai confini nazionali. Durante le indagini erano stati arrestati dieci corrieri e identificate 35 persone facenti parti della struttura criminale.

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