Traffico di marijuana dalla Spagna a Perugia nei pacchi del negozio etnico, quattro cinesi indagati

Indagine della Guardia di finanza, un arresto a Milano e tre denunce a piede libero a Perugia e Prato. Perquisite le abitazioni e sequestrati pc e cellulari

Un cinese agli arresti a San Vittore a Milano (ma residente a Perugia), altri due cittadini cinesi indagati a piede libero a Perugia e sottoposti a perquisizione locale e personale, un terzo cinese (residente a Prato) e ancora ricercato. Sono gli elementi dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dai sostituti procuratori Giuseppe Petrazzini (facente funzione di procuratore a Perugia) e Gennaro Iannarone per un presunto traffico internazionale di droga.

Secondo la Procura perugina i quattro si sarebbero associati tra di loro e “con persone allo ostato ignote operanti fuori dal territorio nazionale”, al fine di acquisire droga (marijuana) in Spagna e in Inghilterra, da dove poi spedirla in pacchi commerciali a Perugia destinati al cittadino cinese residente a Prato, “allo scopo di commettere una pluralità di delitti di traffici internazionale di stupefacenti”.

Le più “azioni esecutive” considerate dagli investigatori ed il “medesimo disegno criminoso” avrebbero consentito al gruppo di trafficare una ingente quantità di sostanza stupefacente, basti pensare che solo settanta chilogrammi di marijuana sono finiti nella mani della Guardia di finanza nel corso dell’ultimo invio.

Gli investigatori ritengono che nelle abitazioni (pertinenze, auto e strumenti tecnologici) delle persone indagate vi possano essere nascosti elementi utili all’indagine, se non veri e propri “corpi” del reato. Per questo è stata chiesta ed effettuata una perquisizione al fine di rinvenire e sequestrare droga, bilancini di precisione e strumenti utili al taglio e confezionamento di dosi di sostanza stupefacente, denaro contanti (elementi utili a provare le eventuali condotte delittuose), computer, cellulari e altri strumenti tecnologici (dai quali potrebbe emergere la rete di fornitori e la destinazione finale dello stupefacente trasportato).

I quattro cinesi indagati sono difesi dagli avvocati Leonardo Orioli e Giovanni Tronci.

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