Cronaca

Acquista e rivende 80 chili di droga per posta, condannato a 5 anni

Gli investigatori hanno tracciato 449 spedizioni verso la Gran Bretagna. Alla dogana passavano come scatoloni contenenti vestiti

Cinque anni di reclusione. È la pena patteggiata da un cittadino cinese accusato di aver trafficato, via posta, droga che arrivava dalla Spagna a Perugia e poi veniva impacchettata nuovamente e spedita in Inghilterra.

Secondo l’accusa in meno di due anni sono stati 449 i pacchi contenenti stupefacenti mandati tramite corriere in Gran Bretagna, mentre i proventi sono stati investiti sia nell’acquisto di nuovo stupefacente, sia per acquisire attività commerciali ed effettuare altri investimenti illeciti (contraffazione, immigrazione clandestina, ricettazione) e “potenziali violazioni delle norme di diritto valutario e tributario”. Il cittadino cinese, difeso dall’avvocato Leonardo Orioli, ha patteggiato la pena, davanti al giudice per l’udienza preliminare Angela Avila, per aver importato e rivenduto 81 chilogrammi e 200 di marijuana.

L’operazione era scattata dopo la segnalazione da parte della Dogana tedesca del rinvenimento, all’aeroporto di Lipsia, di 11 pacchi pieni di marijuana, inviati tramite corriere da Perugia alla volta del Regno Unito.

Dai successivi accertamenti presso i vari corrieri internazionali utilizzati, gli investigatori della Guardia di finanza erano risaliti all’identità di un cittadino cinese residente a Perugia. Lo stesso veniva riconosciuto dal personale che aveva accettato le spedizioni tramite le foto dello stesso pubblicate sui social, anche se vi compariva con un nome diverso rispetto a quello segnato sulla documentazione delle spedizioni avvenute con la dicitura “abiti”, oppure “Clothes”. Il cinese indagato, dai riscontri effettuati, quasi giornalmente si recava presso vari spedizionieri per effettuare l’invio di pacchi in Inghilterra oppure andava a ritirare voluminosi pacchi provenienti dalla Spagna.

I finanzieri aprivano uno di questi pacchi e vi trovavano marijuana. Le indagini, tramite intercettazioni ambientali e radiolocalizzazione delle auto utilizzate dal cinese indagato, permettevano di ricostruire le modalità del traffico e di intercettare diversi pacchi, con sostituzione del contenuto. Il pacco veniva riconfezionato e lasciato proseguire nel suo viaggio. Da un’intercettazione emergevano le lamentele del cinese per la “perdita di numerosi carichi con gravi danni economici”.

Da uno di questi colloqui, inoltre, emergeva l’utilizzo del denaro provento della vendita di droga: l’acquisto di un minimarket di proprietà di un connazionale nel centro di Perugia. In un’altra intercettazione si parla dell’acquisto di una Lamborghini e dell’avvenuto acquisto di una Mercedes da 189mila euro.

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