Droga per la movida perugina, incastrati i "capetti" dello spaccio: due arresti e nove indagati

La Squadra Mobile ha eseguito tre misure cautelari, di cui due in carcere. Sgominato un altro canale dello spaccio, e che per chi non pagava, erano guai

Immagine d'archivio

Sgominata rete di spaccio, destinata anche al mondo delle discoteche e dei locali notturni del perugino. L’operazione antidroga, coordinata dalla procura di Perugia, ha portato all’esecuzione da parte degli agenti della Squadra Mobile di tre misure cautelari (2 arresti ed un obbligo di presentazione alla p.g.) e a nove perquisizioni domiciliari nei confronti di un gruppo di spacciatori composto da un brasiliano di 27 anni, un bulgaro e da italiani. Tutti dediti allo spaccio di cocaina e hashish tra il 2017 e il 2018. Sono nove gli indagati in tutto, di cui tre raggiunti dalle misure cautelari.

Tutto è partito dall’operazione “Regalo di Natale” che si è conclusa nel settembre dell’anno scorso e che aveva portato all’arresto di nove persone finite sotto la lente d’ingrandimento della procura per traffico internazionale di droga, ma anche rapina, estorsione, porto abusivo d’armi, accesso abusivo alla Banca Dati delle Forze di Polizia, falso in atto pubblico e simulazione di reato.

Grazie ad alcuni accertamenti tecnici disposti dalla procura a carico del principale indagato della passata operazione, con gli approfondimenti investigativi svolti dalla sezione Narcotici della Squadra mobile, è stato così individuato quest’ultimo canale di spaccio che – come detto – era destinato ad approvvigionare il mondo della movida perugina.

Principale protagonista è risultato il 27enne brasiliano, già tratto in arresto con l’operazione Regalo di Natale. Dalle indagini è stato ricostruito che il giovane, insieme a un perugino introdotto nel settore delle discoteche del capoluogo, acquistava droga da un ragazzo bulgaro 32enne e riforniva con continuità la piazza perugina di stupefacenti. Ma c’è di più perché secondo quanto ricostruito dalle indagini, il brasiliano avrebbe adottato anche comportamenti minatori ed estorsivi nei confronti degli acquirenti che tardavano a pagare.

Il Gip del tribunale di Perugia – su richiesta della procura – ha così applicato al 27enne al 32enne le custodie cautelari in carcere in quanto ritenuti gli artefici dell’attività di spaccio, mentre per un 30enne perugino è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Al brasiliano la procura contesta anche l’estorsione e la violenza privata. Gli altri sei sono indagati a piede libero.

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