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Città di Castello, dalla coltivazione di piante di marijuana allo spaccio: otto giovani alla sbarra

A finire nei guai otto giovani, all'epoca dei fatti poco più che maggiorenni, accusati di spaccio e detenzione di droga

Sono finiti in otto davanti al giudice per le udienze preliminari Giangamboni, all’epoca dei fatti tutti giovanissimi e poco più che maggiorenni, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e che avrebbero agito come "una banda" , in concorso tra loro, nella zona di Città di Castello. Gli imputati avrebbero quindi "rifornito" alcune zone dell'Altotevere tra cui San Giustino, Citerna, e altre frazioni in un periodo compreso tra maggio e giugno del 2013. 

Oggi per un difetto di notifiche l'udienza dal gip è stata rinviata al prossimo 15 marzo 2017, secondo la pubblica accusa, gli imputati avrebbero ceduto di volta in volta  dosi imprecisate di marjiuana ad altri soggetti: in particolare, si legge sul capo d'imputazione, due degli imputati avrebbero "in concorso tra loro coltivato un numero imprecisato di piante di marijuana, ed avrebbero ceduto un quantitativo di sostanza stupefacente per un valore di 200 euro. 

Uno degli imputati dovrà anche rispondere del reato di calunnia perchè durante l'udienza di convalida del suo arresto, in sede di interrogatorio, aveva accusato un giovane-poi rivelatosi innocente-di avergli fornito la sostanza stupefacente. Si tornerà in aula il prossimo marzo. 

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