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I vertici

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Dossier - Crisi Idrica in Umbria: dati allarmanti, ma c'è il Piano di Umbra Acque con interventi e investimenti

Il dossier di Umbra Acque su sorgenti, piogge e territori a rischio mette bene in luce le difficoltà che abbiamo vissuto nel 2017, uno degli anni più caldi per il nostro pianeta. Ma come muoverci per cercare di arginare il fenomeno, consapevoli che servono le piogge come ingrediente fondamentale per alimentare i nostri acquedotti.  Per il futuro prossimo Umbra Acque - in accordo tra il presidente Carini e l'ad Tiziana Buonfiglio - hanno previsto un piano articolato fatto di opere, migliorie alla rete e anche nuovi investimenti. Primo punto: all’interno di tale programma sono stati pianificati anche una serie di interventi utili al collegamento del sistema acquedottistico integrato ai piccoli centri, attualmente alimentati da risorse locali che sistematicamente soffrono situazioni di emergenza, e per i quali si ha la necessità di interventi puntuali di supporto con trasporto di acqua mediante autobotti.

In accordo con la Regione Umbria alcuni degli interventi di cui sopra, per complessivi 2 milioni di euro, sono stati riconosciuti come prioritari ed urgenti, e pertanto inseriti nel Piano Straordinario con ipotesi di finanziamento con fondi statali, secondo la Delibera del Consiglio dei Ministri del 07 agosto 2017. Tutte opere si ritengono immediatamente eseguibili nel momento in cui sarà completato l’iter autorizzativo legato alla delega dei poteri al Commissario Straordinario.

Interventi mirati al rinnovamento delle reti
Parallelamente agli interventi mirati al superamento delle emergenze è di fondamentale importanza portare avanti una campagna programmata di sostituzione delle reti idriche per far fronte al continuo invecchiamento delle condotte, dal momento che anche i territori gestiti da Umbra Acque S.p.A. scontano il problema della vetustà delle reti. In tal senso già dagli anni ’90 la Società utilizza tecniche di
distrettualizzazione e di regolazione della pressione di esercizio per far fronte al problema delle perdite in rete, contenimento che si scontra comunque con la vetustà delle condotte stesse. Di fronte ad un reale fabbisogno di sostituzione nell’ordine di 250 km/anno, tale da garantire una vita media utile delle condotte pari a circa 40 anni, l’attuale programmazione a carico della tariffa ne prevede solo un decimo con un impegno economico di circa 2,5 milioni di euro all’anno. E’ evidente che un incremento sistematico e sostanzioso di tale tipologia di investimenti contribuirebbe in maniera significativa alla riduzione delle perdite in rete, che oggi si attestano mediamente al 45 %, attenuando gli effetti anche in situazioni emergenziali.

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