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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Muore per una dose letale, la vita ha un prezzo: in questo caso di soli 27mila euro

E' apparso davanti al Giudice il pusher accusato di aver venduto una dose letale a un giovane di 21 anni. Il pubblico ministero ha chiesto 7 anni di carcere

Era il 16 luglio del 2010, quando un ragazzo di appena 21 anni si iniettò in vena una dosa mortale. Il cadavere venne ritrovato in casa dei genitori. Immediate partirono le indagini che, tassello dopo tassello, permisero di ricostruire i fatti. Una vera e propria caccia all’uomo, fatta di indizi e “covi” da scoprire. Una di quelle storie che ha come unica trama il tetro mondo dello spaccio perugino e come protagonisti pusher e dosi, a volte, “tagliate male”.

In aula – Davanti al giudice è comparso il tunisino, difeso dall’avvocato Matteo Quagliarini, accusato di aver venduto la dose letale al giovane di Massa Martana. Ed è stato proprio il Pubblico Ministero, Favasuli, a chiedere 7 anni di reclusione e un risarcimento di 27mila euro.

I fatti – Il giovane avrebbe comprato dallo spacciatore, R.B., queste le iniziali dell’uomo, una dosa di cocaina e una di eroina. Un mix appunto che sarebbe risultato letale, perché la droga che vendeva era oltretutto tagliata male, almeno così apparirebbe in base alle indagini. I militari appurarono infatti che i clienti abituale del pusher avevano già accusato dei malori. Da qui la convinzione che la droga venisse tagliata in maniera del tutto scellerata. La prossima udienza di terrà comunque il 28 marzo.

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