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Cronaca

Emorragia per il dosaggio errato del farmaco, per la Corte dei conti il medico non ha sbagliato

La Procura contabile riteneva che ci fosse colpa grave nel danno erariale, ma per i giudici anche la paziente non aveva voluto assumere determinati medicinali

Paziente con emorragia per un sovradosaggio di farmaci, la Procura contabile di Perugia ha citato in giudizio un medico di base chiedendone la condanna per danno erariale indiretto dovuto al risarcimento pagato dall’Asl.

Il medico, difeso dagli avvocati Francesco e Alessia Berti Suman, secondo la Procura, sarebbe stato responsabile del “trattamento sanitario errato e correlata ad emorragia gastroenterica con anemizzazione acuta causata da gastrite erosiva e duodenite ulcerativa, condizione che aveva determinato ricovero ospedaliero” di una paziente.

La Procura ha sostenuto “che la condotta del medico curante sia stata connotata da colpa grave per avere prescritto alla paziente” dei farmaci in assenza di “una terapia a base di gastroprotettori che, qualora correttamente prevista, non avrebbe determinato le lesioni emorragiche successivamente riscontrate”.

Il medico ha sostenuto che “si era limitato a ripetere la prescrizione su richiesta della paziente che non voleva assumere farmaci alternativi, laddove, peraltro, la paziente assumeva abitualmente antinfiammatori per la presenza di grave coxartrosi bilaterale e spondilo artrosi, correlata alla frattura del bacino; è quindi verosimile, ad avviso della difesa, che fosse a conoscenza dei rischi di danni gastrointestinali legati al sovradosaggio e alla necessità di farmaci inibitori della pompa protonica”.

Sulla base di documenti, certificati e perizie il collegio ha considerato “che sia ascrivibile a colpa lieve del dottor ... che non ha prescritto terapia gastroprotettiva in associazione alla somministrazione” di farmaci “in dosi standard e non ad alte dosi”, rigettando la domanda della Procura.

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