Doposcuola a Perugia, Ferranti chiarisce: "No ad aumenti oltre i 50 centesimi l'ora"

La giunta è contraria a qualsiasi aumento di costi che superi il limite, perché sarebbe penalizzante per le famiglie e socialmente inaccettabile

L’ assessore Ferranti ha portato in giunta, che l’ ha approvata, un'informativa sull’uso dei locali scolastici di proprietà del Comune, che possono essere usati  negli orari extrascolastici per attività sociali, culturali, di aggregazione, ferma restante la compatibilità di queste con il servizio pubblico scolastico che vi si svolge normalmente ed in via prevalente.

La giunta aveva approvato nel dicembre 2011 i criteri e le relative tariffe, distinguendo gli immobili in piccoli, medi e grandi, relativamente alle superfici e gli utenti in prima e seconda fascia.

La giunta così ha deciso che allo scopo di perseguire le finalità istituzionali di promozione sociale, culturale e civile degli utenti, ed essere conseguentemente compatibili con le attività scolastiche, i servizi di dopo-scuola per l’anno scolastico in corso potranno subire incrementi di costo, rispetto all’anno precedente, contenuti tra 0,27€ per utente e 0,50€ per utente, in relazione alla tipologia di immobile, per ogni ora di servizio. In caso di  sovrapposizione di attività nello stesso immobile in una certa fascia oraria, per la determinazione del corrispettivo verrà conteggiata la quota-parte per ciascun gestore.

La giunta è fortemente contraria a qualsiasi aumento di costi che superi quei limiti, perché sarebbe penalizzante per le famiglie e socialmente inaccettabile, e si assume l impegno a vigilare affinché questo non avvenga.

C’era stato nei giorni scorsi un incontro dell’assessorato con i soggetti organizzatori del  servizio che hanno operato negli anni passati in alcuni dei plessi scolastici comunali e perplessità erano emerse sull’incremento di costo all’utenza, con conseguente impossibilità di fruire del servizio da parte di alcune famiglie.

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Occorre notare che la progressiva riduzione del “tempo-scuola”, determinata dai tagli ministeriali dell’ultimo triennio, ha ulteriormente ampliato il disagio delle famiglie con bambini e ragazzi in età scolare al punto che per una parte di queste il servizio risulta ora essenziale. In sostanza, la posizione della giunta è che se il servizio offerto da un gestore assume costi ingiustificatamente elevati non risponde alle finalità istituzionali di promozione sociale e diventa una attività a scopo di lucro.



 

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