Cronaca

Forma fisica perfetta, anche a costo della salute: "spaccio" di farmaci dopanti e ricette false, 5 indagati

Ai cinque indagati, tutti gravitanti nel mondo delle palestre, sono stati notificati gli avvisi di conclusione indagini

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Forma fisica perfetta. Anche a costo della salute. E' l'altra faccia dell'universo della forma fisica e della palestra, della costante ricerca verso un modello , spesso illusorio, di perfezione. Un mondo parallelo di chi cerca di potenziare la propria prestanza fisica utilizzando metodi a volte illeciti, pericolosi per la salute.

Sono cinque gli indagati finiti sotto la lente d'ingrandimento della procura di Spoleto per aver - a vario titolo - posseduto, ricettato e venduto farmaci dopanti, anabolizzanti e pù in generale sostanze biologicamente e farmacologicamente attive e pericolose e di illecita provenienza. Ai cinque indagati, tutti gravitanti nel mondo delle palestre, sono stati notificati gli avvisi di conclusione indagini, prodromici all'eventuale richiesta di rinvio a giudizio del pm. 

L'indagine dei Nas, coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone, ha stretto le maglie intorno a uno spaccio di farmaci dopanti nel folignate; in particolare uno degli indagati si sarebbe fatto spedire dall'India e dalla Moldavia alcune fiale di un potente steroide - anabolizzante. Avrebbe inoltre detenuto, ai fini di cessione, numerose confezioni di farmaci dopanti come l'Andriol o il Proviron e questo non solo - è la contestazione mossa dalla procura - senza autorizzazione, ma anche senza la relativa prescrizione medica.

La cessione di queste sostanze, è stato ricostruito dalle indagini , sarebbe avvenuta attraverso canali differenti da quelli autorizzati come farmacie o strutture che detengono farmaci direttamente destinate all'utilizzo sul paziente. L'indagato avrebbe così spacciato le sostanze dopanti ai clienti (perlopiù atleti) sia personalmente, che attraverso alcuni intermediari finiti nell'inchiesta.

L' assunzione delle sostanze inoltre, secondo il sostituto procuratore Iannarone non sarebbe stata giustificata da una precisa condizione patologica, ma solo per implementare le prestazioni fisiche ed atletiche "anche in relazione ad attività non agonistiche". L'accusa contesta anche un'altra ipotesi di reato; quella di falsità materiale perchè in più di una occasione avrebbe redatto false ricette mediche, falsificando la firma di un medico, per poter acquistare le sostanze in farmacia e di "poterle collocare presso i propri clienti e destinarle nel commercio illecito".   Per gli altri 4 indagati finiti nell'inchiesta, l'accusa è quella di ricettazione per aver acquistato i farmaci dopanti. 

Gli indagati sono difesi dagli avvocati: Giovanni Picuti, Emanuele Bacchi, Lucia Brinci, Alberto De Sanctis, Simona Properzi. 

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