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Farmaci dopanti pericolosi: più "forti", ma a costo della salute: farmacista, body builder e atleti condannati

Un mondo fatto di eccessi,  forma fisica perfetta, anche a costo della salute; e spesso parallelo all’universo delle palestre, del corretto stile di vita, di alimentazione e di cura dell’aspetto fisico a cui molte persone ricorrono

Cinque richieste di patteggiamento (da 4 mesi a due anni) accolte e tre condanne con la formula del rito abbreviato, da un anno a un mese e dieci giorni. Si è conclusa dinanzi al gup Piercarlo Frabotta il secondo filone d’inchiesta portato avanti dai Nas sulla vendita di farmaci dopanti e ricettazione. A finire nella bufera anche farmacisti, body builder, atleti  e il titolare di un'attività commerciale nel perugino.

In particolare, secondo le contestazioni mosse dalla procura che aveva chiesto per sette indagati il rinvio a giudizio,nella vicenda sarebbe finito anche  il figlio di un farmacista  e il proprietario di una farmacia di Falconara, che avrebbero ceduto - in nero e senza ricetta - ad uno sportivo professionista e personal trainer, farmaci e sostanze ad effetto dopante pericolose per la salute e che a sua volta, è questa la tesi dell'accusa, avrebbe poi consegnato al cliente personalmente o a mezzo di intermediari. 

Un mondo fatto di eccessi,  forma fisica perfetta, anche a costo della salute; e spesso parallelo all’universo delle palestre, del corretto stile di vita, di alimentazione e di cura dell’aspetto fisico a cui molte persone ricorrono. E’ lo spettro del doping, emerso da un doppio filone d’inchiesta portato avanti dai Nas di Perugia (il primo nel 2013). L'indagine aveva preso piede dalla segnalazione di un farmacista che aveva notato ricette strane, a settembre del 2014 un noto body builder di Spoleto era stato arrestato e un secondo indagato. Nel prosieguo era venuta quindi a galla  l’esistenza di una rete di acquirenti di sostanze dopanti.

 A finire sotto la lente della giustizia, anche il titolare di un esercizio commerciale, per aver importato farmaci e sostanze ad effetto dopante in assenza di autorizzazioni, al fine di vederle. E ancora, un atleta iscritto alla I.F.B.B. per aver acquistato illecitamente, senza ricetta medica e quindi senza giustificata assunzione," farmaci proibiti in e fuori gara e per implementare le proprie le proprie prestazioni sportive e atletiche anche in relazione ad attività non agonistiche e a cedere al fine di trarne profitto, la sostanza a terzi".

Un altro atleta  iscritto alla Federazione italiana Body Building riconosciuta dal Coni, secondo le carte della procura avrebbe acquistato illecitamente una serie di farmaci per il doping e pericolose per la salute. Fiale, pasticche, compresse, per il solo fine di potenziare le proprie prestazioni, senza che dietro vi sia stata una chiara prescrizione medica atta a giustificare l'assunzione e tutti di provenienza illecita.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati: Lorenzo Tizi, Vincenzo Bochicchio, Donato Gagliardi, Donatella Panzarola, Giancarlo Viti, Giovanni Zurino, Fabio Bartoccini, Beatrice Marini, Giovanni Zurino, Emanuele Giorgini. 

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