Funerali don Franco, Bassetti: "Solo Dio può giudicare, non spetta a noi"

Si sono tenuti mercoledì 24 settembre i funerali del prete di Cenerente tragicamente scomparso. Le esequie nella tensostruttura della sua parrocchia

In tanti erano presenti ai funerali di don Franco e in tanti hanno partecipato al dolore, non solo della comunità, ma anche dell’intera parrocchia colpita dal tragico lutto. Ad esprimere il proprio cordoglio nella tensostruttura, il cardinale Gualtiero Bassetti.

“Un dolore immenso, muto è come se in qualche modo ci paralizzasse tutti e per me, in questo momento, non è facile esprimere qualche parola”. Ha esordito così il cardinale, ricordando “l’incontro con don Franco mercoledì della scorsa settimana alle 18.30”. “Vi posso dire che abbiamo condiviso un’ora di fraternità e di amicizia. Col suo tono pacato e riflessivo e anche scherzoso mi aveva parlato dei suoi progetti pastorali di prossima attuazione: la Veglia per la Giornata Missionaria Mondiale, a cui teneva tanto ed aveva timore che come lo scorso anno partecipassero poche persone. Ma oggi con lui siamo in tanti; l’invito rivolto al vescovo ausiliare a partecipare ad un incontro sull’Oratorio e, inoltre, dell’incontro coi sacerdoti della Zona pastorale avvenuto il giorno precedente. Aveva poi accennato al fatto, che drammaticamente l’ha condotto all’ultimo istante della sua vita. Ma anche per questo non mi era parso eccessivamente turbato”.

Il Cardinale ha poi raccontato che Don Franco “gli aveva infine consegnato il suo testamento che, da diverso tempo aveva espresso il desiderio di rimettere nelle mie mani. Ve ne do lettura della parte spirituale, perché è davvero edificante e stasera voglio che sia lui a parlarci. “Devo dire un grande grazie alla mia famiglia – Giulia - Giuseppe – Nello – Giancarlo – Rita per l’affetto e l’attenzione che hanno avuto per me ad anche io nei loro confronti e verso le loro famiglie. Un grande grazie alla Famiglia Orionina che mi ha cresciuto e consacrato Religioso e Sacerdote, un grazie ancora più grande e forte alla Missione in Costa d’Avorio. Dopo la bella e ricca esperienza fatta e per tanta amicizia costruita. 2005 ritorno a Perugia dopo 50 passati da varie parti e poi Colombella-Santa Petronilla-Cursillio-Centro Missionario, poi ancora Cenerente-Canneto-Prugneto-Pantano e la “Reggia” a Capocavallo sono il segno della vostra stima e affetto. Oggi ho 73 anni e fra non molto 74 ho pensato di fare il mio testamento, innanzi tutto chiedo perdono al Signore per tutte le mie debolezze e un grande grazie al Signore per tutto il bene che mi ha aiutato a fare e a donare”. 

Dalle parole appena lette appare lo stato d’animo di un prete felice del suo sacerdozio e degli ambiti pastorali così significativi in cui ha impegnato la sua vita: dalla Costa d’Avorio a Cenerente. “Ma cosa è successo nelle ore successive?” Ha chiesto alla folla Bassetti: “Il Signore lo sa, don Franco lo sa, ed anche io lo posso intuire … Certamente un dramma interiore, improvviso, lacerante ha sconvolto la sua vita. Mi sono chiesto: perché non è tornato da me, perché non è andato a confidarsi con qualche confratello sacerdote o religioso? A tutti questi interrogativi, che poi diventano anche inutili, ho trovato un’unica risposta: che, nonostante tutto, Dio Padre e suo Figlio morto in croce non si stancano mai di perdonarci. Vale per lui, vale per noi. La vita è certamente un dono immenso, è il bene più grande che il Creatore ci ha affidato: noi non ne siamo i padroni, ci è soltanto chiesto di conservarla e custodirla. Sappiamo come sono andate le cose; ma chi siamo noi, l'ha detto anche Papa Francesco, per giudicare? Quale equilibrio interiore si è in quel momento spezzato in don Franco? Dio non si stanca mai di perdonarci! Pensa a me. Si ricorda di me. Io sono nella sua memoria. Solo con questa fiducia è possibile andare avanti giorno dopo giorno. L’Amore di Dio rimane sempre fedele. E la speranza che non delude, ci sostiene e ci accompagna continuamente. Dio non si stanca di perdonare e, come un padre ed una madre, ci tiene sempre per mano. Certo questo non esime tutti noi da un doveroso esame di coscienza. 

“Franco, amico e fratello – ha infine concluso il cardinale - noi ti accompagniamo con la nostra preghiera perché i tuoi occhi possano contemplare il volto di Gesù. So che don Orione vi ha educati alla confidenza filiale in Maria. Ripeteva spesso nelle difficoltà: “ Ave Maria e avanti!”. Lei, Madre nostra, mostri ora a te il frutto benedetto del suo grembo Gesù. Ho sperimentato la tua generosità quando ti ho chiesto di venire parroco qui. Ricordo bene la tua risposta: “eccomi! Sono figlio di don Orione e lui mi ha insegnato a scorgere nella chiamata dei superiori, la voce stessa di Dio”. Il Signore ti ricompensi per quell’eccomi e per tanti altri che generosamente hai pronunciato nella tua vita. Quando ti ho visto non ha visto te ma un Crocifisso. Insieme a te guardo la croce di Gesù, mentre ci sono di consolazione e di conforto le parole di san Paolo.

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