Nell'era Covid19 la separazione si fa online e gli ex coniugi non si incontrano più, neanche in tribunale

Basta una mail: nessuna possibilità di conciliazione e vanno bene le condizioni depositate. L'avvocato Simone Marchetti: "Già in passato i clienti mi hanno confessato che a questa udienza si sarebbero volentieri sottratti"

L'emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus ha tolto d'impaccio tutte quelle coppie che, civilmente, hanno raggiunto l'accordo sulla separazione, ma non hanno alcuna intenzione di rivedersi davanti al giudice per firmare le "carte".

La pandemia ha, di fatto, bloccato l'attività dei tribunali, civili e penali, e anche adesso la ripresa è solo per un lungo elenco di rinvii, a fine 2020 oppure più avanti, con sommo disappunto per avvocati e clienti.

Tali regole, però, non sembrano valere per le separazioni tra coniugi, che non solo si sono ugualmente tenute, ma, addirittura, sono state celebrate con modalità nuove e meno formali: con il protocollo adottato dal Tribunale di Perugia per l'emergenza Covid, le udienze di separazione o di divorzio si svolgono attraverso una videochiamata o con trattazione scritta e i coniugi non devono più presenziare all'udienza presidenziale per firmare l'accordo raggiunto. Basta che l'avvocato depositi, in via telematica, una dichiarazione sottoscritta dai coniugi con cui questi ultimi dichiarano di rinunciare alla comparizione personale, di non volersi riconciliare e che intendono separarsi alle condizioni di cui al ricorso introduttivo del giudizio.

simone marchetti-2"Prima della pandemia – spiega l'avvocato Simone Marchetti, esperto in materia - una separazione consensuale comportava, come previsto dal codice di rito, la celebrazione di un'udienza in cui i coniugi comparivano davanti al presidente del Tribunale, assistiti dal proprio difensore, per dichiarare che non vi era volontà di riconciliarsi e per confermare, quindi, la propria volontà di separarsi alle condizioni condivise nel ricorso introduttivo del giudizio. Nel passato diversi clienti – prosegue l'avvocato Marchetti - mi hanno confessato che a questa udienza si sarebbero volentieri sottratti, vuoi per non perdere una giornata di lavoro, vuoi per evitare una situazione che crea, comunque, anche se immotivatamente, una certa apprensione. Dopo una crisi coniugale, anche sfociata in un accordo di separazione, i diretti interessati hanno infatti bisogno di riprendere in mano la propria vita, di tranquillità, insomma di tutto fuorchè di varcare fisicamente le porte di un Tribunale".

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Con il protocollo adottato dal Tribunale di Perugia, le udienze di separazione continuano a celebrarsi, con modalità più snelle e veloce e, soprattutto, all'insegna del "non rivediamoci più, che è meglio".

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