Il figlio ha bisogno del padre, su richiesta della madre il giudice raddoppia i giorni a casa dell'altro genitore

A chiedere la revisione degli accordi di divorzio è stata la madre che si è accorta che al ragazzo mancava una figura maschile di riferimento

Il figlio passa poco tempo con il padre, separato, e così la ex moglie chiede al giudice di rivedere gli accordi, raddoppiando i giorni di permanenza del ragazzo a casa del genitore.

La donna, assistita dall'avvocato Simone Marchetti, ha ritenuto che i "tempi di permanenza del figlio minore ... con il padre" fossero "estremamente limitati e non idonei a garantire al minore un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori" soprattutto a fronte delle "accresciute esigenze del ragazzo", ormai prossimo alla pubertà.

Secondo la madre, infatti, il ragazzo aveva bisogno di una figura maschile di riferimento e di recuperare il rapporto con il padre, dopo che questi era rimasto ai margini del processo educativo. Quattro giorni al mese (oltre ai giorni delle festività di Pasqua, Natale e dell'estate) con il genitore erano pochi per stabilire con il padre un rapporto più intimo e stretto. Andavano aumentati.

Il padre si è opposto a tale richiesta sostenendo che sarebbe stato più facile per il figlio trasferirsi da lui (e con la sua nuova famiglia). Proposta che, però, il ragazzo ha rifiutato "esprimendo con consapevolezza la volontà di rimanere nell'attuale contesto abitativo, scolastico e sociale". Così i giudici del Tribunale di Perugia, a fronte della resistenza del padre, hanno accolto le richieste della madre, stabilendo che il bambino dovrà trascorrere non più solo quattro pernottamenti al mese, ma il doppio, cioè otto giorni, dal venerdì all'uscita da scuola fino al lunedì mattina, quando lo riaccompagnerà a scuola.

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marchetti-2"Pienamente soddisfatto per l'esito della causa, tutt'altro che scontato. A distanza di quasi 15 anni dall'introduzione dell'affido condiviso e del cosiddetto principio di bigenitorialità, in base al quale il bambino di una coppia separata ha diritto a mantenere (quanto più possibile) un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambe le figure genitoriali, questo principio, così condivisibile, non sempre viene attuato in modo concreto ed efficace - spiega l'avvocato Simone Marcheti, difensore della madre e che vanta una notevole esperienza nell'ambito di diritto di famiglia - Spesso si assiste, purtroppo, a dei veri e propri regolamenti di conti tra genitori separati, nel'ambito dei quali le madri, per lo più affidatarie della prole in tenera età, compiono atti ostruzionistici nei confronti dei propri ex mariti/compagni, pensando in tal modo di ferire costoro, quando invece la vittima principale di questi atteggiamenti è proprio il bambino che viene sostanzialmente privato della figura paterna".

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