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Caos burocrazia: telefonate, lettere e l'intervento dell'avvocato per il rinnovo del permesso disabili

L'Inps proroga la validità dei certificati medici, per il Comune di Perugia senza visita niente rinnovo. Adesso arriva la soluzione

Le fonti del diritto sono organizzate su base gerarchica, per cui l’ente superiore che le emana le rende valide anche per le istituzioni minori.

Nel caso in questione, ad esempio, se la commissione per l’invalidità afferma che le visite non si possono fare, causa Covid, e proroga la validità dei certificati, il Comune non può opporsi al rinnovo dei tagliandi affermando che manchi la visita.

Complicato? No, eppure una signora con gravi disabilità ha dovuto lottare con il suo legale, l’avvocato Fabiana Silvestri, per ottenere il rinnovo del permesso per disabili, necessario per essere trasportata in ospedale per fare le visite oppure negli uffici per disbrigare questioni burocratiche.

La vicenda l’abbiamo già raccontata qui: Caos burocrazia

“La questione permesso invalidi si è risolta positivamente e ieri finalmente la mia assistita ha ritirato il tagliando, la cui validità è stata prorogata – afferma l’avvocato Fabiana Silvestri - Più che ad una mancata comunicazione tra gli enti si è trattata di vera ignoranza in materia delle istituzioni”.

L’Inps comunica che tutti i certificati di attestazione della disabilità sono prorogati d’ufficio, nella validità, in quanto a causa del Coronavirus non si possono fare visite mediche. Con quel foglio, a tutti gli effetti valido ai fini degli accertamenti amministrativi, la signora va in Comune a farsi rinnovare il tagliando, ma le viene negato perché manca la visita medica.

“L’Inps con nota del 5 novembre comunica agli uffici che avevo pienamente ragione e quindi dovevano prorogare la validità del tagliando parcheggi – prosegue l’avvocato Silvestri - La Polizia municipale continuava a dire che bisognava fare la visita asserendo che al Cup di piazzale Europa si fa (in questo periodo) in modo veloce… Alla fine dopo mille telefonate sono riuscita a far capire che le loro norme e i richiamati principi di regolamento comunale, nulla sono rispetto a quanto statuito dalla normativa primaria in materia (L. n. 114/2014), e che in virtù della gerarchia delle fonti è quella che va applicata”.

Un epilogo che lascia, comunque, un po’ di delusi per le, a volte, insormontabili difficoltà che il cittadino deve incontrare per ottenere quanto gli è già stato concesso. “Il vero lieto fine è non smettere mai di lottare per il riconoscimento dei diritti di tutti e soprattutto dei soggetti fragili – conclude l’avvocato Silvestri – E alla domanda della mia assistita di pagare le mie competenze ho risposto che la mia ricompensa era saperla felice ed in grado di compiere i suoi gesti quotidiani con più facilità, quanto meno rispetto ai parcheggi”.

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