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Corte dei Conti accusa l'Adisu per un "avanzamento di carriera immeritato" di un dirigente

A dover adesso rispondere alle accuse sono adesso l'amministratore unico dell'Ente e il dirigente delle Risorse Umane che dal canto loro hanno però respinto ogni addebito

Una storia che fa storcere il naso e che lascia l’amaro in bocca, soprattutto se ad andarci di mezzo sono uno stipendio e un ruolo ricoperto ma “non dovuto”. A finire nel mirino della Corte dei Conti un inquadramento professionale ritenuto illegittimo. Una lunga indagine che ha portato la Procura a ritenere che un funzionario, assegnato all’Adisu, abbia ottenuto un ruolo dirigenziale pur non avendo i giusti criteri. Insomma per il sostituto procuratore Pasquale Principato tra i tanti che avrebbero potuto ricoprire l’incarico e in possesso dei criteri adeguati, si è scelto di promuovere una persona che, a suo avviso, non li aveva. 

A dover adesso rispondere alle accuse sono adesso l’amministratore unico dell’Ente e il dirigente delle Risorse Umane che dal canto loro hanno però respinto ogni addebito, sostenendo l’insussistenza del danno erariale, stimato dalla Procura in circa 8mila euro. La Corte si è riservata di decidere sul caso. La questione non è solo a riguardo del danno erariale, ma è di natura etica: se tutto sarà confermato, può restare ad amministrare un ente pubblico colui o coloro hanno preferito una promozione ingiusta a discapito di altri che avevano i requisiti?

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