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LA STORIA Disabile viene licenziato dall'ospedale: "Atto discriminatorio, chiederemo i danni"

L'uomo, un perugino di 50 anni, è affetto da una grave ipovedenza: dopo aver svolto varie mansioni all'interno dell'azienda, arriva il licenziamento. Ecco tutta la vicenda

Una vicenda ancora tutta da chiarire, quella che vede coinvolto da un lato, un ex dipendente gravemente disabile, dall'altra, un'azienda ospedaliera dell'Umbria. Al centro della questione, il licenziamento dell'uomo che-secondo l'avvocato difensore Enrico Cozzari- sarebbe un atto discriminatorio nei suoi confronti. 

Tutto inzia nel 2013, quando l'uomo, un 50enne perugino, presenta la domanda di partecipazione per il bando ex l. 68/99 di assunzione nel concorso per 12 ausiliari specializzati. Dichiarato idoneo, pochi mesi dopo firma il contratto di lavoro con l'azienda. Proprio grazie al bando per persone con problemi di salute, che il 50enne può lavorare: da anni è purtroppo affetto da una grave patologia alla vista. "Glaucoma esfoliativo", è questa la malattia di cui soffre l'uomo, una importante ipovedenza certificata che lo costringe anche a numerosi interventi chirurigici.

Intanto inizia il suo lavoro e viene assegnato al reparto di oncologia con mansioni semplici, come il cambio di biancheria, facchinaggio farmaci, e simili. Nell' aprile del 2014 viene trasferito in ortopedia per la pulizia degli strumenti della sala operatoria, ma con l'aggravarsi della malattia, certificata da una visita medica che stabilisce la sua assegnazione a mansioni che non comportino sforzo visivo, viene assegnato al centralino.

Purtroppo però questo trasferimento non risulterà idoneo alla sua situazione di salute, trattandosi di centralini con l'ausilio di schermi visivi. Nel novembre del 2015, l'avvocato del dipendente scrive  una diffida per far assegnare il cliente ad altre mansioni: "Mi rispondono che non ci sono mansioni adatte e che lo vogliono licenziare" - spiega il legale. "Faccio presentare il tentativo di conciliazione ma l'ospedale non aderisce". 

Nell' aprile 2016 per l'uomo arriva l'amara sopresa: il licenziamento, motivato sembrerebbe, dall' impossibilità di assegnazione a diverse mansioni. "Un mese dopo parte la contestazione, mentre a settembre viene promosso un tentativo di conciliazione davanti alla direzione lavoro, ma l'ospedale non aderisce". A quel punto il legale porta avanti la trattativa per farlo nuovamente riassumere, ma purtroppo, a causa della grave malattia dell'uomo, non sembrerebbero esserci ruoli adatti alla sua condizione. Insomma, una situazione che se da un lato vedrebbe l'azienda impossibilitata a riassumere il dipendente per ragioni di assegnazioni a mansioni a lui idonee, dall'altra, secondo l'avvocato, ci sarebbe un licenziamento discriminatorio, tale da indurlo a fare ricorso e "chiedere indennità e danni". 

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