Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Due millantatori a giudizio: "Ci vogliono 50mila per corrompere il giudice ed evitare il carcere", nipote "salvato" dai risparmi dei nonni

Al giovane era stato prospettato il carcere e una multa di 200mila euro, ma loro conoscevano il magistrato e potevano "addolcire" il caso

“Se rivuoi la patente ed evitare carcere e mega multa ti devi fidare di me, conosco un giudice che può aiutarti”.

Due persone, difese dagli avvocati Andrea Bellachioma e Sandra Salvigni, sono finiti sotto processo per millantato credito per aver fatto credere ad una persona imputata in un procedimento penale di essere in grado “di comprare il favore del magistrato o comunque di doverlo remunerare per influire favorevolmente sulla decisione” del caso giudiziario.

In particolare la coppia avrebbe fatto prospettato all’imputato che “avrebbe evitato una imminente carcerazione e una ammenda di importo variabile tra i 160 e i 200mila euro, nonché l’ottenimento della revoca della sospensione della patente”.

Per convincere la vittima del raggiro, gli avrebbero mostrato un certificato penale intonso, proprio grazie al loro intervento. Così la persona raggirata “consegnava loro a più riprese la somma di denaro complessiva pari a 50mila euro” grazie al contributo dei nonni, i quali davano fondo a tutti i risparmi per salvare il nipote dal carcere.

Nel procedimento risulta, quindi, parte offesa il giovane 32enne che ha pagato la coppia e, logicamente, il magistrato che lavora nel Lazio (da qui la competenza di Perugia a giudicare sul caso) che nulla sapeva e nulla aveva a che fare con i due millantatori.

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