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Detti e tradizioni perugine. "Per san Giuanne, pija la falce e taja le gamme”

24 giugno, natività di San Giovanni Battista, fra riti e credenze popolari. È importante distinguerlo da San Giovanni apostolo, la cui ricorrenza cade il 27 dicembre. Una festa che risale ai Romani i quali in questa data celebravano la dea Fortuna (che non vuol dire “buona fortuna”, ma Sorte, Destino). Uno dei riti propiziatori consisteva nel rotolarsi sulla rugiada mattutina. Nel perugino permane il detto “La guazz(e)ra de San Giovanni cura tutt i malanni”. I bifolchi facevano passare gli animali da tiro attraverso tre fossi, come segno benaugurante (il 3 è numero scaramantico).

Le fanciulle, in cerca di salute e bellezza, si bagnavano con l’Aqqua Odorosa delle Centerbe. Il procedimento per realizzare l’acqua profumata (ritenuta miracolosa) era semplicissimo: si mettevano a macerare nella notte, in un catino con acqua, cento varietà di erbe e di fiori. L’abluzione con quel liquido conferiva benessere e fascino (anche se l’Inviato Cittadino ha verificato l’inutilità di quel procedimento per le racchie... ma l’importante è crederci!). Il detto recita “San Giuanne m porta inganni” per esaltare il valore della verità. La frase si ripeteva come annesso al giuramento con le dita a formare la croce, che spesso – a sancire la sacralità dell’impegno – veniva addirittura baciata. A rimprovero di una persona (specie un bambino) che cambia rapidamente umore si esclama: “Sè come la gatta de san Giuanne: ora ride, ora piagne”.

In materia di lavori agricoli, si ricorda “Per san Giuanne, pija la falce e taja le gamme”, in cui le “gambe” da tagliare sono gli steli del grano da mietere (vedi la bella grafica di Marco Vergoni). Legato a questo detto, l’altro che recita: “Per San Giuanne tutte le fiòle arvòn da le mamme”, in cui il tornare a casa dalle mamme allude al recarsi alla famiglia d’origine per aiutare in cucina e nei numerosi impegni legati alla battitura del grano.

In materia di variabilità del tempo, si diceva “Per San Giovanni piove ta tutt i panni”, ossia si bagnano i panni stesi ad asciugare. E come detto meteorologico si ricordava: “Si San Giovani la bagna, cade verde la castagna”, ossia cade prima di giungere a maturazione. Sempre in materia di pioggia, si racconta: “A la vigija de San Giovanni, piove tutti j anni”. “Fa la fine de san Giuanne” fa riferimento al martirio, avvenuto il 29 agosto. Fu infatti decapitato per volere di Erode Antipa, per compiacere Salomè (figlia di Erodiade) che aveva danzato per lui. Una fine che si riferisce scherzosamente anche a chi è innamorato pazzo, ossia portato a… “perdere la testa”.

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