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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Quella denominazione fasulla verrà cancellata. Via Maestà delle Volte non ha mai cambiato nome… malgrado la scritta

Quella denominazione fasulla verrà cancellata. Via Maestà delle Volte non ha mai cambiato nome… malgrado la scritta che porta il termine “Maestà”. Non esiste un atto ufficiale che ne giustifichi il mutamento. E, se esistesse, rischierebbe l’illegittimità. Già perché quella decisione fu ispirata da pregiudizio ideologico, intenzione maligna di desacralizzare. Diciamola tutta: fior di ignoranza. La pseudo volontà di cancellare tracce di mentalità “monarchica” indusse degli amministratori maldestri a sostituire un nome le cui origini radicavano nel miglior Medioevo. Lo abbiamo spiegato citando la Storia del Bonazzi [Come, con un colpo di mano, Via Maestà delle Volte diventò Via delle Volte (perugiatoday.it)]. E ci sarebbe da aggiungere la testimonianza di Ariodante Fabretti. Il fatto è che i sacri testi di storia perugina esistono. E come! Occorre però avere la voglia, e la capacità, di leggerli. Senza travisamenti strumentali. La nostra segnalazione era sfuggita a tanti concittadini che hanno fatto una decisa levata di scudi contro un provvedimento… senza provvedimento. Ossia: attuato mettendo la città davanti al fatto compiuto.

Il rilievo dell’Inviato Cittadino ha scosso le menti e le coscienze. Se è vero che lo stesso cardinale Bassetti, che ignorava la circostanza, si è dichiarato disponibile a sostenere il ripristino. Commentando, in privato colloquio, come sia frutto di colpevole ignoranza scambiare il concetto di Maestà in senso iconografico col concetto di “monarchia” istituzionalmente inteso. Non è stata da meno Edi Cicchi, presidente della Commissione Toponomastica comunale. Dice: “Verificherò l’esistenza di eventuali atti in tal senso. Che, a mio avviso, non dovrebbero esserci. Aggiungo però che è vietato mutare la toponomastica storica, specialmente nella città murata. S’impone, dunque, la sostituzione della pietra con la denominazione errata e il giusto ripristino”. Tutti d’accordo, dunque, nello stigmatizzare un atto – risalente a diversi anni or sono – che reca disdoro alla città violandone l’identità.

Via Maestà delle Volte è scritto nel cuore e nella mente di tutti i Perugini. Oltre che nella totalità delle guide. Si torni, anche nella targa, a riportare il nome originario. Unicuique suum. Verranno dunque sostituite le pietre col nome fasullo. E si procederà, auspicabilmente, a una reinaugurazione del ripristino. Se non sembrasse troppo liturgico, direi una “riconsacrazione”. Da aspergere con l’acqua benedetta rituale. Perugia è troppo legata al nome della Vergine. Ricordo quando, insieme al compianto amico monsignor Elio Bromuri, censimmo una venticinquina di chiese urbane a lei intestate. E questo è un fatto. Tanto più che nella Maestà ceramica di Germano Belletti sono anche rappresentati i Santi Costanzo ed Ercolano, orgogliosi della loro fede alla virginea sposa. Che protende la sua mano protettrice sui monumenti simbolo della città. Ossia, più che sulle pietre, su tutti noi.

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