Cronaca

Trasimeno, pescatore subisce daspo urbano dopo una lite durante una battuta di pesca: ma il Tar ribalta tutto

Il Questore gli aveva bandita anche per 3 anni l'attività di pesca salvo autorizzazione da richiedere di volta in volta

Litiga con due persone mentre sta pescando, arrivano i Carabinieri e scoprono che l’uomo, con precedenti di polizia, non ha motivo per trovarsi in quel posto e gli viene comminato anche un Daspo urbano, con tanto di autorizzazione della Questura per poter andare a pesca.

L’uomo, difeso dagli avvocati Elisa Batino ed Enrico Renzoni, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo dell’Umbria contro la decisione di Ministero e Questura relativo al divieto “di fare ritorno nel Comune di ..., ad eccezione delle sole acque lacustri ricadenti nel territorio del predetto Comune, nelle quali lo stesso è autorizzato a pescare, per la durata di anni 3 (tre) senza la preventiva autorizzazione di questo Ufficio”.

Il foglio di via per tre anni è stato emesso dopo che i Carabinieri lo avevano segnalato “quale persona con pregiudizi di polizia, privo di rilevanti interessi di vita nel comune lacustre e protagonista, in data... di una violenta lite” con alcuni signori del posto.

L’uomo si è difeso sostenendo di “essere vittima, insieme alla sua compagna, di continui soprusi e minacce” da parte dei signori con i quali aveva litigato e che “i pregiudizi di polizia attribuitigli” erano riferibili a “circostanze di carattere familiare e lavorativo che richiedevano la sua frequente presenza nel territorio del Comune” in oggetto.

I giudici amministrativi hanno ritenuto che “in tema di misure di prevenzione, l’ordine di rimpatrio con foglio di via obbligatorio si caratterizza per la duplice intimazione di fare rientro nel luogo di residenza e di non ritornare nel Comune oggetto dell’ordine di allontanamento”, configurandosi tali prescrizioni come “condizioni imprescindibili e inscindibili per la legittima emissione del foglio di via”. Mancando una delle due, in questo caso “quella relativa all’ordine di rientro nel luogo di residenza”, si determina “l’illegittimità del suddetto provvedimento per difformità dal modello legale tipico dell’ordine di polizia”.

Ne consegue l’annullamento del foglio di via e la concessione della libera pesca per il ricorrente.

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