rotate-mobile
Cronaca

Errore medico dopo l'incidente domestico, la Corte dei conti: "Non c'è colpa grave per la scelta di una tecnica operatoria"

La Procura contabile contestava il danno indiretto derivante dalle scelte di cura di due dottori su una paziente con un taglio alla mano e una frattura alla spalla

L’intervento chirurgico effettuato con una tecnica, per altro meno invasiva, rispetto a un altro metodo chirurgico, non vale a configurare una colpa grave nei confronti del chirurgo stesso, anche se l’intervento, alla fine, si è rivelato insufficiente e non risolutivo, costringendo il paziente a una nuova operazione con tecnica tradizionale.

È quanto stabilito dalla Corte dei conti dell’Umbria nel procedimento a carico di due medici dopo che la sanità regionale aveva liquidato alla paziente 88mila euro di danni. La Procura contabile regionale sosteneva che quella somma costituisse un danno per la sanità regionale e aveva chiesto conto ai professionisti coinvolti nell’operazione a titolo di danno erariale indiretto a seguito di un intervento per la frattura dell’omero sinistro a causa di un infortunio domestico presso l'ospedale di Orvieto.

La Corte dei conti ha rigettato la domanda ritenendo che i due medici, difesi dagli avvocati Ulisse Bardani e Davide Ferretti, fossero esenti da colpa in quanto non si può addebitare al chirurgo la scelta tra varie metodologie operatorie e valutare in seguito a verificarsi di problemi, che tale scelta si sia rivelata errata.

Ad un medico veniva contestata l'errata sutura di un taglio a un dito della mano a causa di un vetro rotto. All'altro medico la contestazione riguardava un errore nell'intervento di saldatura della frattura.

Secondo i giudici “non sono ravvisabili profili di negligenza, imprudenza o imperizia battuta, la tecnica Miros meno invasiva per la paziente, che, lungi dal rappresentare una tecnica errata, era, probabilmente, soltanto meno consigliata”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Errore medico dopo l'incidente domestico, la Corte dei conti: "Non c'è colpa grave per la scelta di una tecnica operatoria"

PerugiaToday è in caricamento