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Dalla chiusura dopo 60 anni alla speranza di riaprire: "La storia della Pizzeria Marchigiana non deve finire così..."

L'inviato cittadino. Intervista esclusiva con Monica Ferranti, nipote della fondatrice

“La pizzeria Marchigiana riaprirà a breve i battenti”, parola di Monica Ferranti, nipote della fondatrice. “Ci stiamo concentrando – precisa – sugli impegni burocratici, al fine di poter dare continuità alla storia che si dipana attraverso tre generazioni: a far capo da quella di mia nonna, Maria Brutti, poi quella di mia madre, Sandra Serpilli, fino ad oggi”. “Ci rattrista e ci addolora (specialmente la mamma ormai in età) che un’avventura imprenditoriale in cui è stato messo impegno e cuore debba finire così mestamente”, aggiunge.

Come riaprirete? “Dobbiamo ancora decidere se in forma diretta o cercando una continuità attraverso un altro operatore di nostra fiducia”. Insomma il brand verrà mantenuto. “Certamente. È stato conservato anche durante la precedente gestione e ha funzionato, se è vero che la Pizzeria Marchigiana ha fatto scuola ed è stata in piedi per oltre sessant’anni”. Poi due riflessioni circa le reazioni pervenute attraverso i social: alcune di solidarietà e commozione, altre mosse da una certa disinformazione.

Cominciamo dal negativo. “Sono state espresse alcune inesattezze: gente che parlava di esosità di canoni, senza saperne niente. Sono stati lanciati slogan offensivi, ipotizzando un’avidità inesistente. In realtà, si tratta di rapporti tra privati (locatore e locatario) che vanno risolti nelle modalità di legge, con riservatezza e discrezione. Nel pieno rispetto delle persone e dei rispettivi interessi. Ma rigetto con forza le accuse di avidità: abbiamo mostrato molta comprensione fin dall’inizio con la applicazione - di fatto - di un
canone concordato, col buon proposito di un prosieguo del rapporto. Di certo, la situazione creatasi negli ultimi due anni (sottolineo due) non poteva essere procrastinata”.

Una vicinanza toccante. “Abbiamo invece apprezzato, io e la famiglia, le espressioni di vicinanza, di sincero apprezzamento, esposte in forma garbata e spesso appassionata. Come il ricordo di un’impresa radicata nella storia e nel sentire della città. La circostanza ci ha riempito di orgoglio. Il fatto che la nostra pizzeria evochi frammenti di memoria, figure, personaggi cari alla peruginità è una medaglia che ci onoriamo di portare al petto”.

“È questo – conclude – che ci dà la forza e la convinzione per ripartire, senza interrompere quel filo rosso di affetti che unisce le persone. Anche perché la solidarietà è ormai un contributo prezioso e raro”. Conforta non poco sapere che la storia della Pizzeria Marchigiana continuerà. Nel segreto di una ricetta magica, con “ingrediente segreto”, capace di conferire un sapore, una croccantezza, un odore tutto particolare e irripetibile. Ma di questo parleremo un’altra volta.
 

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