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Sabato, 25 Maggio 2024
Cronaca

Da tuttofare del nobile perugino ad amministratore infedele: indagato per reati tributari e maxi sequestro di beni e denaro

La Guardia di finanza ha messo i sigilli a denaro rinvenuto su conti correnti, due polizze assicurative, un fondo pensione, partecipazioni societarie e beni immobili. Le indagini iniziate dopo il furto di una campana del '500

I militari della Guardia di finanza di Perugia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 860mila euro, nei confronti del rappresentante legale di due società di Panicale, operanti almeno formalmente nel settore agricolo. L'uomo è indagato per reati fallimentari e tributari nonché autoriciclaggio.

Il procedimento trae origine dalle attività investigative svolte, nel 2016, dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia, nei confronti dell'imprenditore il quale, all'epoca tuttofare del proprietario di una residenza di pregio del XVII secolo nel Perugino, e divenuto, nel tempo, legale rappresentante di molte società riferibili a quest'ultimo, era stato denunciato per essersi impossessato di una campana in bronzo e ferro risalente al '500 ed attribuita al maestro Crescimbene da Perugia, asportata dal tetto della villa e consegnata ad un antiquario in conto vendita, nonché per essersi appropriato indebitamente di tutti i beni mobili presenti all'interno della dimora storica.

Per tali fatti, nel 2022, il Tribunale di Perugia condannato l'uomo, mentre la campana recuperata è stata destinata alla Galleria Nazionale dell'Umbria. Da quell'indagine, però, la Guardia di finanza ne ha avviata un'altra sulla provenienza del denaro con cui l'indagato avrebbe comprato un appartamento a Perugia, intestato formalmente alla figlia.

Dall'esame preliminare della documentazione bancaria, pur non rilevandosi elementi sufficienti a dimostrare che l'acquisito fosse avvenuto con i proventi illeciti della vendita dei beni mobili sottratti dalla villa, sarebbero emerse anomale ed ingenti movimentazioni finanziarie (prelievi in contanti, bonifici, investimenti in polizze vita) dai conti delle società risultate, tra l'altro, inattive, in totale stato di abbandono ed inadempienti rispetto agli obblighi tributari.

I successivi approfondimenti, concentrati sulle operazioni di cessione dei terreni delle due società, hanno consentito di appurare che sugli stessi non era mai stata svolta alcun tipo di attività agraria e che, quindi, non era possibile inquadrare tali beni immobili come "strumentali" all'esercizio di impresa agricola e beneficiare del regime privilegiato di tassazione su base catastale. Di qui la contestazione dell'omessa dichiarazione dei redditi in relazione alle plusvalenze realizzate nella compravendita dei terreni.

Contestualmente, analizzando i conti correnti su cui erano affluiti i proventi delle operazioni di compravendita immobiliare, si riscontrava che gli stessi erano stati distratti dall'indagato, causando il dissesto finanziario delle società, per la sottoscrizione di polizze assicurative a suo nome, per l'acquisto dell'appartamento intestato alla figlia, per l'avvio di altre attività commerciali, tra cui anche un ristorante a Perugia, e per la costituzione di un trust in cui erano confluiti altri immobili.

Per tali ragioni, verificata la fallibilità delle società, derivante dall'accertata assenza di attività agricola e dalla circostanza che gli atti di disposizione del loro patrimonio le avessero private delle risorse necessarie a soddisfare le obbligazioni societarie nei riguardi dell'Erario, il pubblico ministero ne chiedeva ed otteneva il fallimento, dichiarato dal Tribunale di Perugia nel mese di settembre del 2022, con la successiva contestazione dei reati fallimentari, di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.

In esecuzione del decreto del GIP, nei giorni scorsi, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro, denaro rinvenuto su conti correnti, due polizze assicurative, un fondo pensione, partecipazioni societarie e beni immobili riconducili al soggetto indagato.

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