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Benvenuti nell'era del "cyberbullismo", come annientare il compagno a colpi di post

E' il "cyberbullismo" la nuova "tecnica" per distruggere la vita di un compagno che non rientra nelle proprie grazie. Il fenomeno sta crescendo sempre più

Viene definito in gergo tecnico “cyberbullismo”. Semplice, efficace ed estremamente pericoloso. Un gioco che può rovinare, non solo l’autostima di un adolescente, ma portarlo a gesti estremi. Una violenza psicologica che si può perpetrare nel tempo con l’unico scopo di vendicarsi di una gelosia o semplicemente di prendere di mira il compagno di scuola.

Facebook, da social network, e quindi veicolo per mettersi in contatto con gli altri, diviene così un’arma potentissima. Rubano le identità altrui. Creano profili falsi. Si impossessano delle foto. Il gioco è presto fatto e in pochi click si può diventare la persona che si vuole “socialmente uccidere”.

Si ritrovano la bacheca piena di insulti, a volte esageratamente pesanti. A postarli non è però l’amico fidato, bensì il “cyberbullo” di turno. Un fenomeno dilagante che si allontana da quel bullismo di strada, fatto di cazzotti e merende rubate. Qui ogni attimo, anche quello della pace familiare, viene drasticamente messo in pericolo, riuscendo a rendere ogni secondo della vita di un adolescente un continuo tormento.

Ad accendere nuovamente i riflettori su questo fenomeno il compartimento Polizia postale e delle comunicazioni dell’Umbria, guidato da Anna Lisa Lillini, che, analizzando la miriade di casi denunciati, tiene a sottolineare quanto il fenomeno sia in crescita, ricordando che gli autori di finti profili possono incorrere nel reato di sostituzione di persona.

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