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CURIOSITA' E STORIE PERUGINE Quando alla statua di Papa Giulio III rubarono la tiara

Non è la prima volta che quella statua, sul sagrato della chiesa cattedrale, è fatta oggetto di affronti e... dispetti

Non è la prima volta che quella statua, sul sagrato della chiesa cattedrale, è fatta oggetto di affronti e... dispetti. Altro caso clamoroso – raccontano le cronache – fu il furto della tiara del pontefice Giulio III, grande scultura che i perugini commissionarono a Vincenzo Danti, allievo di Michelangelo, per onorare colui che volle restituire alla città le magistrature di autogoverno. Sebbene non manchi chi nota come sotto la mano sinistra del pontefice giaccia schiacciato il Grifo perugino (foto). A dimostrazione del fatto che quel papa fosse tutt’altro che “pacioso”.

Va peraltro ricordato che la scultura (come anche quella del Perugino, da piazza della Repubblica ai Giardini Carducci) dovette subire l’onta dello sfratto quando, da piazza Danti, fu piazzata sulle scalette della Cattedrale, per far spazio al capolinea del tram davanti al Turreno. La circostanza veniva precisamente riferita da Giacomo Santucci, col conforto dell’amico giornalista Marcello Monacelli, profondo conoscitore delle vicende perugine.

Alla notizia del furto sacrilego, i Canonici entrarono in agitazione e la polizia si mise sulle tracce del ladro. Il copricapo fu ritrovato, qualche giorno dopo, appoggiato sul muretto di via Marconi, ai Tre archi. Pare che l’avesse sottratto per scherzo un ometto, noto per essere abituato a “mangiare nel bicchiere”, come si definisce in lingua perugina chi di solito “alza il gomito”. Ma la tiara fu ritrovata e rimessa al suo posto.

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