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Meeting Cl di Rimini, la lezione di Cucinelli ai giovani: elogio dell'Italia e la cultura come farmaco

Per l'imprenditore umbro occorre "tornare a credere nello Stato" come sosteneva Platone: "rispetta le leggi dello Stato più che i tuoi genitori"

Brunello Cucinelli, imprenditore umbro, ha incantato i tanti giovani presenti al meeting di Comunione e liberazione a Rimini. Ovazioni in serie quanto ha elogiato i giovani di oggi ed ha ribadito che la crisi internazionale è anche crisi di valori e di umanità che può e deve essere arginata con la cultura.     

L'ITALIA MIGLIOR POSTO AL MONDO - Per l'imprenditore umbro occorre "tornare a credere nello Stato" come sosteneva Platone: "rispetta le leggi dello Stato più che i tuoi genitori". Oggi in Italia "viviamo nel miglior stato sociale al mondo. Abbiamo qualche debito di troppo, ma l'essere umano in Italia vive nel migliore stato sociale". Poi si è soffermato sul tema delle migrazioni, "la più grande del secolo: questa sarà la più affascinante migrazione dell'umanità". Per i giovani ha poi rivolto una richiesta: "governate l'umanità come custodi e unire la mente all'anima; dovete essere persone perbene e non volgere mai le spalle alla povertà".                                                                                              

I GIOVANI - "Vi abbiamo fatto credere che noi eravamo migliori di voi, ma non è vero niente. Voi siete come eravamo noi alla nostra età". I giovani di oggi "sono convito che siano i più bravi al mondo" anche solo per il fatto che nelle scuole che frequentano imparano "18 materie". Così Brunello Cucinelli, presidente e amministratore delegato della Brunello Cucinelli, nel suo intervento al Meeting di Cl durante l'incontro "Innovazione: il motore dello sviluppo".

IL MONDO CAMBIA MA...- Cucinelli si è soffermato ad analizzare l'attuale contesto storico, a partire dalla sua esperienza di imprenditore, davanti a una platea composta prevalentemente da giovani. "Internet ha cambiato l'umanità, questa è l'innovazione più grande anche dei prossimi secoli. Siamo sempre connessi" e questo a volte non è troppo positivo perché "ci ha creato quel mal dell'anima che io avevo visto nei miei genitori ma all'ennesima potenza. Per curarlo abbiamo bisogno di cultura che è nutrimento della civiltà. Non voglio parlare di crisi economia, ma crisi di civiltà, dove abbiamo creduto di governare l'umanità solo dalla scienza".

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