rotate-mobile
Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Scrive sui social “quella sindacalista non mi ha difeso”: lavoratore assolto dall’accusa di diffamazione

Secondo i giudici della Corte d'appello di Perugia si tratta di un caso di diritto di critica

Scrive sui social “quella sindacalista non mi ha difeso”: lavoratore assolto dall’accusa di diffamazione sulla base della scriminante del diritto di critica.

Secondo la Corte d’appello di Perugia “gli insulti perpetrati mediante i propri account social rientrano nell’ipotesi di diffamazione aggravata” in quanto “riconducibile all’utilizzo di mezzi di pubblicità diversi dalla stampa, la cui gravità è rappresentata soprattutto dalla platea sconfinata di possibili destinatari”, soprattutto se la pubblicazione riguarda “offese espressione di un fatto determinato”.

Nel caso specifico, però, vale la scriminante del diritto di critica laddove ricorrono “le condizioni della verità del fatto narrato, l’oggettivo interesse per l’opinione pubblica e la cosiddetta continenza verbale”. L’imputato aveva scritto, all’interno di un gruppo Facebook di discussione sui diritti dei lavoratori, un post in cui riportava “il proprio caso personale” e “criticava la condotta della propria sindacalista – di cui non indicava il nome, ma forniva dettagli per la sua identificazione – per non averlo adeguatamente tutelato”.

Secondo i giudici di appello “sussistono tutti i requisiti per ritenere operante la scriminante del diritto di critica. Nell’esporre fatti veri, infatti, i commenti dell’imputato non costituiscono un attacco personale lesivo della dignità morale e intellettuale della sindacalista, non hanno oltrepassato i limiti della continenza formale e sono da considerarsi pertinenti al tema in discussione e proporzionali al fatto narrato”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scrive sui social “quella sindacalista non mi ha difeso”: lavoratore assolto dall’accusa di diffamazione

PerugiaToday è in caricamento