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Imprenditore umbro strangolato dalla crisi, truffato dalla società che doveva aiutarlo a risolvere i debiti

Consulenti di un'azienda a processo per truffa. Avrebbero promesso all'imprenditore umbro di risanare i propri debiti dietro 6mila euro di compenso, ma per l'accusa si sarebbero intascati solo i soldi

Attanagliato dalla crisi economica, come per molti altri imprenditori italiani, decide di affidarsi a una ditta di consulenza che lo avrebbe dovuto aiutare a risanare la situazione debitoria, dietro compenso e con contratto sottoscritto, per poi perdere tutti i soldi versati per un lavoro mai svolto. E’ l’amara vicenda accaduta a un imprenditore umbro, vittima di truffa da parte di una società di consulenza con sede nel Nord Italia (Milano e Novara), e che vede oggi tre imputati a processo dinanzi al tribunale di Perugia.

Un inganno vero e proprio, quello che denuncerà nel 2012 l’imprenditore, che avrebbe perso qualcosa come 6mila euro per un lavoro mai effettivamente svolto – secondo l’accusa – dai consulenti della società con cui aveva sottoscritto un contratto. Sono gli stessi consulenti a contattarlo, proponendogli un finanziamento rilasciato dalla Comunità Europea di 700mila euro al fine di chiudere tutta la situazione debitoria della società e di limitare le spese ad un solo istituto di credito.

In vista della definizione della pratica, il titolare umbro prende appuntamento con uno dei consulenti della sede per alcuni chek – up, al termine del quale viene concluso che per migliorare l’assetto finanziario dell’impresa, si consigliava di operare per un finanziamento importante tanto da far comprendere mutui in essere, scoperti di conti correnti, debiti verso fornitori, in modo tale da avere una sola rata da pagare mensile ed eliminando più banche per limitare le spese.

Dopo varie rassicurazioni gli viene spiegato che la società di consulenza sarebbe stata in grado di accompagnare il cliente in questo cammino, proponendo il lavoro da parte dei suoi colleghi collabotatori per alcune giornate di lavoro in azienda per pianficare, analizzare, stilare un business plan e presentare l'azienda ad un istituto di credito di primaria importanza per l'erogazione mutuo/finanziamento. L'imprenditore accetta, ma le cose iniziano a non andare proprio per il verso giusto.

Secondo il racconto dell'uomo, parte civile con l'avvocato Matteo Quagliarini del foro di Perugia - gli accordi circa il pagamento dilazionato dei servizi sarebbe venuto meno, data la loro pretesa di risolverli in un'unica soluzione. Inoltre, sarebbe stato contattato - dietro richiesta dei consulenti - non da una banca di primaria importanza come gli avevano precisato, ma da un piccolo istituto di credito. Anche il business plan sarebbe stato "pieno di errori e incongruente".

Nonostante la sua richiesta di spiegazioni ai consulenti, alla fine non avrebbe ottenuto più nessuna risposta esaustiva, perdendo i seimila euro pagati per il servizio che però non sarebbe stato mai portato a termine. A loro carico si è aperto un processo per truffa dinanzi al tribunale di Perugia, dove questa mattina era in programma l'ascolto di quattro testi della difesa. Si torna in aula ad aprile. 

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