Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

Covid in Umbria, il bollettino del 22 aprile: tutti i dati aggiornati

Gli attualmente positivi sono 12.547, processati 1335 tamponi e 5844 test antigenici

La curva del contagio da coronavirus in Umbria continua a salire per il secondo giorno, ma scendono i ricoveri e non ci sono nuovi decessi. Nell'ultimo giorno sono stati registrati 1324 nuovi positivi al Covid-19 e 1078 guariti. 

Secondo il bollettino della Regione Umbria e della Protezione Civile, aggiornato alle 8 di venerdì 22 aprile 2022, sono 12.547 (+246 rispetto al 21 aprile) gli attualmente positivi al coronavirus in Umbria. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 1335 tamponi e 5844 test antigenici in tutta la regione. 

Al 22 aprile sono 236 (-17 rispetto al 21 aprile) i positivi ricoverati negli ospedali dell'Umbria - di cui 4 (-1 rispetto al 21 aprile) in rianimazione, 163 (-14 rispetto al 21 aprile) in area medica Covid e 69 (-2 rispetto al 21 aprile) negli altri ospedali Covid - e 8 (dato invariato) gli ospiti nelle Rsa Covid. 

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Covid in Umbria, i medici di famiglia potranno prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid

L'assessore regionale alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, annuncia che "la Regione Umbria sta rendendo operativa sul territorio regionale la disposizione dell’Aifa secondo la quale anche i medici di medicina generale potranno prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid (a base di nirmatrelvir/ritonavir) per il trattamento precoce della malattia da covid".

Il farmaco, spiega Coletto, "è indicato per il trattamento di pazienti adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione a COVID-19 severa, come ad esempio i pazienti affetti da patologie oncologiche, malattie cardiovascolari, diabete mellito non compensato, broncopneumopatia cronica e obesità grave".

Questo tipo di trattamento, prosegue l'assessore, "dovrà essere avviato precocemente, e sicuramente entro 5 giorni dalla comparsa della sintomatologia".

La prescrizione da parte del medico di medicina generale "avverrà mediante la compilazione di un Piano terapeutico e con la richiesta del proprio medico il farmaco potrà essere ritirato direttamente in farmacia, senza costi a carico del cittadino".  

Farmaco antivirale Paxlovid, le disposizioni dell'Aifa

L'agenzia italiana del farmaco spiega con una nota che "a partire dal 21 aprile, anche i Medici di medicina generale possono prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid (a base di nirmatrelvir/ritonavir) per il trattamento precoce della malattia da Covid-19".

Paxlovid, evidenzia l'Aifa, "è indicato per il trattamento di pazienti adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione a COVID-19 severa, come ad esempio i pazienti affetti da patologie oncologiche, malattie cardiovascolari, diabete mellito non compensato, broncopneumopatia cronica e obesità grave".

E ancora: "Il trattamento  - sottolinea la nota - deve essere iniziato il più precocemente possibile, e comunque entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. La prescrizione del farmaco richiede un’anamnesi farmacologica preventiva, per escludere la presenza di eventuali interazioni con farmaci assunti contemporaneamente dal paziente".

L'agenzia del farmaco spiega anche la procedura per la prescrizione: "La prescrizione da parte del Medico di medicina generale avverrà mediante la compilazione di un Piano terapeutico, che al momento è cartaceo e che sarà informatizzato nell’arco di alcune settimane. Tale piano terapeutico è mirato a sostenere l’appropriatezza d’uso e a fornire strumenti utili alla verifica delle interazioni incompatibili con l’assunzione di Paxlovid".

Con la ricetta del Medico di medicina generale, prosegue Aifa, "il paziente potrà ritirare il farmaco direttamente in farmacia, senza costi a carico del cittadino e senza aggravi per il servizio sanitario nazionale. La distribuzione alla rete delle farmacie (tramite la cosiddetta distribuzione per conto) avverrà gratuitamente da parte di farmacisti e grossisti, grazie a un Protocollo d’intesa tra Ministero della salute, Aifa e rete delle farmacie (Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite) e dei distributori farmaceutici (Federfarma Servizi e A.D.F.). Rimane comunque possibile la prescrizione da parte di tutti i centri specialistici Covid-19 individuati dalle Regioni. Questa modalità potrà garantire l’accesso al farmaco nella fase di attivazione della distribuzione da parte delle farmacie al pubblico, come pure nel caso in cui la distribuzione da parte delle farmacie fosse temporaneamente non disponibile". 

La prescrizione effettuata dal Medico di medicina generale "sarà monitorata tramite il sistema di ricetta elettronica, mentre per i trattamenti prescritti dai centri Covid-19 individuati dalle Regioni e P.A. rimane attivo il registro di monitoraggio Aifa".

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