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Udienze da remoto o in presenza, a volte qualcosa non funziona e le "toghe" si assembrano

Tra Giudice di pace e Sorveglianza, in via Baglioni a Perugia, quasi 60 udienze con avvocati presenti e in attesa sul marciapiede

Mascherine, udienze ad orario, difensore di turno che prende i rinvii per i colleghi, trattazione scritta o da remoto. Gli avvocati del foro di Perugia si devono attenere a regole precise per accedere in tribunale per le udienze o per depositi in cancelleria. Poi accade l’imponderabile.

Nello stabile che ospita gli uffici del Giudice di pace e del tribunale di Sorveglianza, accade che nello stesso giorno si celebrino una trentina di udienze davanti al “gdp” e una ventina per quanto riguarda detenuti e misure carcerarie. Il risultato è una lunga fila di avvocati sul marciapiede in attesa della chiamata per entrare e discutere il proprio caso.

Nel sito dell’Ordine degli avvocati, intanto, si susseguono protocolli, istruzioni, indicazioni, linee guida per la Fase 3 e per il ritorno in aula in sicurezza. La realtà è, invece, che non tutto funziona come dovrebbe.

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